Allegato B ai resoconti dell'Assemblea - Seduta 667 di giovedì 4 agosto 2016 omega costellazione automatica

ATTI DI INDIRIZZO

Mozioni:

   La Camera,
   premesso che:
    gli ultimi mesi hanno visto un rapido mutamento della situazione politica internazionale, con il verificarsi di eventi che avranno un forte impatto sulle relazioni tra gli Stati e la sicurezza internazionale;
    l'esito del referendum sull'uscita del Regno Unito dall'Unione europea impone un radicale ripensamento sull'attuale modello di governance dell'Unione europea, ormai dimostratosi incapace di produrre politiche condivise dai popoli europei, ed evidenzia l'improcrastinabile necessità di abbandonare l'attuale approccio quasi esclusivamente economicistico per rilanciare politiche volte al perseguimento anche di quegli obiettivi generali, come, ad esempio, la lotta contro l'esclusione sociale e le discriminazioni, la promozione della giustizia e della protezione sociale, che erano stati definiti dal Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa, il cui processo di ratifica si è purtroppo arrestato nel 2009;
    in vista della «Brexit», il rilancio di un percorso verso l’«Europa di popoli» appare una questione di sopravvivenza per l'Unione europea e tale percorso passa anche attraverso la realizzazione di una vera e propria politica estera comune, per ottenere la quale appare sempre più necessaria anche la creazione di uno strumento militare comune e concretamente impiegabile nella risposta rapida alle crisi;
    il recente colpo di stato in Turchia, nel corso del quale sono morte circa 290 persone e ne sono state ferite circa 2.000, e la successiva campagna repressiva lanciata dal Governo turco, con l'arresto di oltre 18.000 persone, licenziamenti di massa, chiusura di tv, radio e giornali e una ormai sistematica repressione del dissenso e della libertà di espressione, costringe l'Unione europea e la NATO a confrontarsi rispettivamente con un partner e un Paese membro che ha adottato delle politiche ormai evidentemente incompatibili con i valori democratici su cui si basano le due principali organizzazioni internazionali occidentali; ciò comporta l'esigenza di riconsiderare le politiche adottate dall'Unione europea e dalla NATO nei confronti della Turchia, nonostante i vantaggi strategici, veri o presunti, che il mantenimento dello status quo nei rapporti con il governo turco comporterebbe riguardo alla gestione della crisi migratoria e dei conflitti in Siria e Iraq; a questo proposito appare fondamentale che anche l'Italia si assuma la responsabilità di partecipare alla definizione e implementazione di nuove e più adeguate politiche nell'ambito dell'Unione europea e NATO nei confronti della Turchia, con l'obiettivo di contrastare la deriva autoritaria dell'attuale governo turco e di prevenire possibili minacce derivanti, ad esempio, da eventuali ritorsioni che la Turchia potrebbe adottare nei confronti dei Paesi membri dell'Unione europea e della NATO;
    NATO e Unione europea si trovano anche a dover gestire un periodo di gravi tensioni con la Russia, originate dalla crisi in Ucraina che ha visto l'illegittima annessione della Crimea da parte della Federazione russa; anche in questo caso le posizioni delle due organizzazioni internazionali sono vicine ma diverse, poiché corrispondono a interessi strategici ed economici dei Paesi che ne fanno parte che non sono perfettamente coincidenti; ciò è dovuto, da un lato, alla preponderante influenza degli Stati Uniti nella definizione delle politiche della NATO e, dall'altro all'esigenza dei Paesi europei di mantenere relazioni amichevoli con la vicina Russia rispetto alla quale sussistono enormi interessi economici e dalla quale provengono strategici approvvigionamenti di idrocarburi; risulta, dunque, di grande importanza la condotta di una politica europea nei confronti della Russia che sia quanto più possibile unitaria e indipendente da quella della NATO, seppure con essa coordinata, allo scopo di perseguire una distensione delle relazioni con Mosca, così da favorire una soluzione pacifica e condivisa della crisi in Ucraina e prevenire l'emergere di altre crisi come quella che in futuro potrebbe riguardare la regione artica;
    la drammatica serie di attentati di matrice jihadista che continuano a colpire l'Europa dimostra come le misure di sicurezza, anche straordinarie, adottate dai Paesi europei non siano sufficienti a scongiurare una minaccia derivante da persone spesso radicalizzatesi nel segreto delle proprie mura di casa, e in grado di colpire in ogni momento e con i più svariati metodi; appare dunque sempre più urgente affrontare il problema alla radice, cioè contrastando la vasta opera di proselitismo condotta dalle organizzazioni islamiste mediante una efficace campagna di propaganda;
    similmente anche il problema delle migrazioni di massa, che, nonostante le diverse misure adottate negli anni dai Paesi europei, non accennano a diminuire e continuano a provocare migliaia di vittime all'anno, dovrebbe essere affrontato più a monte, intercettando i flussi nei Paesi di transito con l'apertura di corridoi umanitari per i profughi e avviando politiche volte a sostenere il rilancio economico dei paesi dai quali partono i cosiddetti migranti economici;
    la stabilizzazione della Libia rappresenta un altro obiettivo da perseguire con forza, anche allo scopo di poter finalmente gestire adeguatamente i flussi migratori, e a questo proposito è necessario contrastare le iniziative che favoriscono una dissoluzione della Libia in diverse entità statuali, come, ad esempio, il sostegno militare fornito da alcuni paesi a milizie che non dipendono dal Governo di accordo nazionale insediato a Tripoli;
    la vastità degli impegni che l'Italia ha assunto e continuerà ad assumersi per contribuire alla gestione delle diverse crisi internazionali impone, tuttavia, una sorta di razionalizzazione di tali impegni, con particolare riguardo alle missioni militari, allo scopo di concentrare le risorse nazionali principalmente sulle problematiche che maggiormente impattano sugli interessi nazionali; a questo proposito, ad esempio, sarebbe necessario prevedere un prossimo ritiro del contingente italiano presente in Afghanistan ininterrottamente dal 2002, cedendo ad altri il comando del Training Advise Assist Command – West (TAAC-W) e l'onere di proseguire l'addestramento delle forze afghane nella zona Herat,

impegna il Governo:

   in ordine al terrorismo transnazionale di matrice jihadista:
    a) a elaborare e proporre un piano nazionale di contro-propaganda impiegando i canali già disponibili, come la scuola e i mass-media, per contrastare in tempi brevi gli effetti dell'attività propagandistica condotta dall'ISIS e da altri gruppi jihadisti, a valutare l'avvio di programmi di dialogo e avvicinamento interculturale rivolti ai giovani immigrati e cittadini europei, anche tramite specifici programmi da condurre nelle scuole e nelle università e a valutare iniziative di facilitazione all'inserimento sociale sfruttando anche risorse già disponibili quali, ad esempio, il sistema del servizio civile nazionale italiano e analoghi sistemi di altri Paesi europei;
    b) a incrementare gli sforzi in ambito internazionale per il contrasto ai flussi di finanziamento dei gruppi terroristici, con particolare riguardo alla cooperazione con i Paesi islamici per l'interruzione dei proventi riconducibili a donazioni esterne, l'utilizzo del sistema finanziario internazionale e lo sfruttamento di asset economici e risorse di qualsiasi genere;

   in ordine alla crisi migratoria:
    a) a promuovere in sede di Unione europea l'istituzione del visto umanitario comunitario con validità per tutta l'area Schengen ed emettibile in uno Stato terzo;
    b) a proporre in sede di Unione europea e in collaborazione con l'Alto Commissariato dell'ONU per i Rifugiati l'istituzione, nei Paesi di transito che presentano sufficienti condizioni di sicurezza, di «uffici per le migrazioni» dove potranno essere valutati i singoli casi e assegnati visti umanitari e documenti di viaggio temporanei che consentano ai migranti di impiegare mezzi di trasporto legali verso l'Europa;
    c) a promuovere una politica europea volta a consentire, successivamente all'istituzione degli «uffici per le migrazioni» sopracitati, la possibilità per i migranti richiedenti asilo, valutata favorevolmente la domanda di asilo, di raggiungere il territorio del Paese membro accogliente attraverso servizi di trasporto (aereo, marittimo e terrestre) legali, anche a spese dello stesso migrante, con il fine ultimo di salvare migliaia di vite, di distruggere alla base il business dei trafficanti di esseri umani e di ridurre in maniera organizzata la pressione ai confini dell'Europa, nonché il rischio di infiltrazioni terroristiche;
    d) a promuovere in ambito internazionale programmi volti al rilancio economico dei Paesi democratici dai quali originano i principali flussi di migranti economici;

   in ordine alla situazione in Turchia:
    a) ad avanzare, anche in vista dell'assunzione, da parte italiana, nel 2018, della presidenza dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, la proposta dell'invio di osservatori dell'OSCE in Turchia per monitorare la condotta dei processi a carico delle persone accusate di aver preso parte al tentato colpo di Stato del 15 luglio 2016;
    b) a proporre in sede di Consiglio europeo di subordinare l'implementazione degli impegni assunti con la dichiarazione Unione europea-Turchia del 18 marzo 2016, in particolare alla revoca delle restrizioni sui visti per i cittadini turchi in viaggio nell'Unione europea, alla interruzione della campagna repressiva av mqqqljze. omega automatico seamaster de villeviata dal Governo turco in seguito al tentativo di colpo di Stato del 15 luglio 2016, alla scarcerazione delle oltre 8.300 persone incarcerate senza nessuna accusa formale a loro carico, nonché al consenso da parte del Governo turco ad accettare che i processi alle circa 9.680 persone arrestate con l'accusa di aver preso parte al suddetto tentativo di colpo di Stato siano sottoposti al monitoraggio di osservatori dell'OSCE;
    c) a rivalutare l'opportunità della presenza in Turchia di una batteria del sistema missilistico da difesa aerea SAMP/T del 4 o reggimento artiglieria contraerei «Peschiera» e di circa 130 militari italiani impegnati nell'ambito della missione NATO «Attive Fence»;
    d) a sollevare in sede NATO, visti i recenti avvenimenti in Turchia, la questione relativa all'opportunità di mantenere presso la base aerea di Incirlik le bombe nucleari statunitensi schierate quale deterrente nucleare NATO secondo il sistema «a doppia chiave»;

   in ordine alla crisi in Libia:
    a) a ribadire il pieno supporto dell'Italia al Consiglio presidenziale libico e al governo presieduto da Fajez al-Serraj, e a sostenere con forza, in ambito internazionale, l'esigenza di una soluzione unitaria per la Libia;
    b) a opporsi politicamente alle iniziative di sostegno militare condotte da altri Paesi a favore delle milizie del generale Khalifa Haftar, anche se volte al contrasto di gruppi terroristici, ribadendo che il Governo di accordo nazionale, riconosciuto dall'ONU, è l'unico titolare del diritto all'uso della forza militare in Libia ed è l'unico che può autorizzare operazioni militari di Paesi esteri in territorio libico;

   in ordine alla situazione in Afghanistan:
    a) ad avviare consultazioni con gli alleati della NATO allo scopo di elaborare un percorso di disimpegno dell'Italia dalla partecipazione alla missione Resolute Support, nell'ottica di una più equa redistribuzione tra gli alleati degli oneri e dei rischi derivanti dal mantenimento degli impegni internazionali assunti dalla NATO;

   in ordine all'uscita del Regno Unito dall'Unione europea:
    a) a favorire un percorso di riscrittura dei trattati dell'Unione europea rispettoso della scelta dei cittadini britannici e a proporre agli Stati membri una riforma dell'attuale modello di governance dell'Unione europea, ora incentrato sugli accordi intergovernativi e sull'attribuzione quasi esclusiva del diritto di iniziativa legislativa all'organo esecutivo, ovvero la Commissione europea, allo scopo di conferire il pieno diritto di iniziativa legislativa al Parlamento europeo in quanto istituzione rappresentativa dei cittadini europei, rispettando così anche il principio fondamentale della separazione dei poteri;
    b) a valutare la predisposizione di un programma di sostegno per i cittadini italiani che lavorano nel Regno Unito da attivare nel caso essi si trovino costretti a rientrare permanentemente in Italia a causa di misure adottate dal Governo britannico conseguentemente all'uscita del Regno Unito dall'Unione europea;

   in ordine alla sicurezza e difesa europea:
    a) ad adoperarsi, anche nell'ottica di una, revisione del «trattato di Dublino», affinché l'Italia e gli altri Paesi membri dell'Unione europea diano seguito al punto 6 del testo delle Conclusioni finali approvato dalla Conferenza interparlamentare sulla politica estera e di sicurezza comune (PESC) e sulla politica di sicurezza e difesa comune (PSDC) svoltasi a l'Aja dal 6 all'8 aprile 2016, relativi al rafforzamento delle capacità militari di risposta rapida dell'Unione europea e, in particolare, alla messa in pratica degli articoli 42, paragrafo 6 (cooperazione strutturata permanente) e 44 (implementazione della politica di sicurezza e difesa comune tramite missioni condotte da un gruppo di Stati membri) del Trattato sull'Unione europea, nonché alla definizione e adozione di nuove soluzioni per il superamento delle problematiche politiche e tecniche che attualmente ostacolano l'impiego operativo dei «Battlegroups» dell'Unione europea;
    b) a dare impulso ad una maggiore integrazione nelle politiche di difesa europea allo scopo di ottimizzare in un'ottica di complementarietà le capacità, sia operative, sia industriali, già disponibili tra i diversi Stati membri dell'Unione europea, nonché a favorire in questo stesso ambito il ricorso da parte di altri Paesi europei all'impiego di strutture e asset italiani, che rappresentano un'eccellenza o non hanno eguali in Europa, come, ad esempio, la Scuola di volo di Galatina e la FACO di Cameri;

   in ordine ai rapporti con la Russia:
    a) a promuovere un processo di distensione delle relazioni tra NATO e Russia, favorendo il dialogo attraverso il Consiglio NATO-Russia e misure di de-escalation quali, ad esempio, esercitazioni antiterrorismo congiunte;
    b) a promuovere un dialogo internazionale sull'Artico al fine di comporre pacificamente i contenziosi relativi alla definizione dei confini delle aree di sfruttamento delle risorse della regione artica, nonché a elaborare politiche comuni per la preservazione dell'ambiente.
(1-01338) «Artini, Baldassarre, Bechis, Brignone, Civati, Andrea Maestri, Matarrelli, Pastorino, Segoni, Turco».

   La Camera,
   premesso che:
    scenari di crisi incombono sul mondo occidentale e sul nostro Paese: in particolare, il jihadismo in fase di attacco globale è una realtà di orrore e morte per i popoli del Medio Oriente, dell'Africa e anche della stessa Europa, come dimostrano i recenti tragici episodi di Parigi, Bruxelles, Nizza, colpendo in maniera indiscriminata bambini, donne, uomini, tra cui diversi nostri connazionali;
    il terrorismo è un atto criminale ingiustificabile in qualsiasi circostanza, e rappresenta una minaccia alla pace, alla sicurezza e alla stabilità di ciascun Paese, ma soprattutto ai diritti e alla libertà dei suoi cittadini;
    il terrorismo che attualmente minaccia il mondo occidentale è di matrice islamica e trova il proprio fondamento ideologico, ma anche spesso finanziario e operativo, all'interno dell'autoproclamatosi Stato Islamico dell'Iraq e della Siria (Isis). L'Isis ad oggi, a seguito del vuoto di potere che si è creato nel paese dopo l'intervento occidentale contro il regime di Gheddafi, ha conquistato anche alcune città libiche, avvicinandosi sempre di più alle coste italiane e moltiplicando le minacce all'Italia e ad altri Paesi europei;
    negli ultimi giorni a Sirte, in Libia, a soli 300 chilometri dalle coste italiane, alcuni obiettivi strategici sono stati colpiti da raid aerei degli Stati Uniti, su richiesta del governo di unità nazionale guidato da Fayed al Sarraj, per «negare ai jihadisti dello Stato islamico un covo sicuro in Libia da cui potrebbero attaccare l'America e i suoi alleati». Le operazioni potranno proseguire nei prossimi giorni;
    da parte sua, il Governo italiano si è affrettato ad esprimere pieno sostegno all'intervento Usa, volto «a contribuire a ristabilire la pace e la sicurezza in Libia», negando di fatto il proprio coinvolgimento, e il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Paolo Gentiloni ha dichiarato che il Governo è pronto a «valutare» eventuali richieste di utilizzo di basi militari da parte di Washington. Anche in questo caso, però, è risultata evidente la totale irrilevanza del Governo italiano nello scenario politico internazionale, finanche nel contesto mediterraneo, dove è presente in prima linea la nostra Marina nelle operazioni quotidiane di salvataggio in mare dei migranti;
    i recenti attacchi terroristici hanno scosso profondamente gli animi, e richiamato con forza la necessità di un nuovo approccio alla lotta al terrorismo; diversi sono gli attentati ideati e compiuti da cittadini regolarmente residenti sul territorio europeo, e che all'interno dello stesso circolavano liberamente: ciò dimostra ancora una volta quanto il contrasto al terrorismo non possa che avvenire innanzitutto a livello europeo ed internazionale;
    malgrado le accresciute misure di sicurezza a livello nazionale, europeo e internazionale, nonché la crescente cooperazione tra i Paesi europei ed extra europei, la minaccia terroristica rimane altissima, come gli allarmi e le operazioni di polizia che si susseguono in tutte le principali città europee;
    inoltre, la minaccia posta dai cittadini europei, o comunque appartenenti a stati del mondo occidentale, radicalizzati, molti dei quali sono anche foreign fighters, che si sono recati all'estero per addestrarsi e combattere tra le fila dell'Isis, è destinata a persistere nei prossimi anni. Per rispondere efficacemente a tale problematica occorrono un approccio globale e un impegno a lungo termine;
    per questo, la responsabilità di combattere il terrorismo non può spettare ai soli Stati. L'Unione europea e la comunità internazionale devono svolgere un ruolo di primo piano, data la natura transfrontaliera della minaccia;
    ma in questo quadro drammatico, si constata l'impotenza dell'Europa, che non ha una politica estera unitaria e chiara, e l'incapacità del Governo del nostro Paese di incidere con efficacia, a partire dalla crisi libica e dalle ultime operazioni di portata internazionale. Si assiste sgomenti a una escalation che finora ha trovato i leader europei uniti nella retorica ma incapaci di coordinare qualsiasi strategia di tutela della sicurezza interna e di attacco al santuario del terrore di Al Baghdadi in Medio Oriente. Il prevalere di miopi interessi particolari o personalismi senza capacità di leadership aumenta la disaffezione quando non una vera e propria ostilità verso le istituzioni europee;
    tra l'altro il Presidente del Consiglio dei ministri ha trattato in Europa per il ruolo dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, attualmente ricoperto da Federica Mogherini, che ha ben poca incisività rispetto alle politiche dell'Unione europea, sarebbe stato con tutta probabilità più opportuno e vantaggioso per il nostro Paese avere tra i propri rappresentanti un membro interno alla Commissione di peso, che magari avrebbe caratterizzato il proprio mandato per efficacia e incisività dell'Italia in seno all'Unione;
    anche la conquista di un seggio non permanente all'interno del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per il 2017 assume per l'Italia il sapore di una sconfitta, se il risultato finale, ovvero la «condivisione» del seggio con l'Olanda, viene letto alla luce di quelle che erano le premesse iniziali;
    la lotta contro lo stato islamico, per essere forte e credibile, richiede leadership. E la leadership richiede la capacità e la responsabilità di prendere decisioni, anche quando sono difficili. Una caratteristica che l'Europa, soprattutto sul fronte internazionale, non sembra mostrare;
    l'unica decisione di politica estera di un qualche significato presa dall'Europa è stata quella di farsi del male da sola, colpendo la Federazione russa con le sanzioni, controproducenti per la convivenza pacifica e dannose per l'economia e le imprese anzitutto del nostro Paese. Opporsi alle sanzioni non significa acquiescenza nei confronti di quanto avvenuto in Ucraina e in Crimea, ma, alla luce dei dati emersi e delle conseguenze che hanno fatto seguito all'applicazione delle misure, il bilancio dello strumento introdotto è certamente negativo; la questione avrebbe quindi richiesto una valutazione maggiormente ponderata e approfondita, considerando soluzioni alternative;
    in questi mesi difficilissimi, continuando ad insistere sulle sanzioni, l'Unione europea ha quindi perseverato nella propria cecità di fronte al mancato coinvolgimento della Russia quale alleata preziosa per pacificare i Paesi del Mediterraneo;
    i sottoscrittori del presente atto esprimono grande apprezzamento per la risoluzione approvata il 28 aprile 2016 dall'Assemblea nazionale francese, con cui si è chiesto di cancellare le sanzioni dell'Unione europea contro la Federazione russa. Risoluzione molto simile nei contenuti agli atti di indirizzo presentati da Forza Italia, in particolare nell'ultimo anno;
    da svariati mesi, infatti, Forza Italia in Parlamento chiede al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e al suo Governo di farsi promotore di una iniziativa nel senso della cancellazione delle sanzioni, come primo fondamentale passo per il disgelo e per costruire l'unità contro il terrorismo, anche alla luce della situazione geopolitica attuale, in cui la minaccia del terrorismo islamico può essere combattuta solo da una grande coalizione internazionale che sotto l'egida dell'Onu metta insieme Europa, Cina, Paesi arabi, Federazione russa e Stati Uniti, coinvolgendo, in particolare, il ruolo di questi ultimi nel favorire processi di pace nel mondo;
    in questa situazione drammatica in cui il fronte anti terrorismo e anti Isis è diviso, compito attuale dell'Italia è in continuità con la sua missione storica di ponte tra USA, Nato e Russia, che nella fedeltà anche operativa alle scelte della alleanza cui apparteniamo, sappia creare condizioni di intesa e dialogo sfruttando gli ambiti OCSE e il Consiglio dei 20 creato a Pratica di Mare;
    la responsabilità dell'Italia è anzitutto quella di rispettare la sua tradizionale attitudine ad essere un ponte di pace con la Federazione russa, sulla scia di quanto realizzato a seguito degli accordi di Pratica di Mare, nati su impulso del Presidente Silvio Berlusconi, consentendo, nel 2002, una partnership strategica tra Nato e Federazione russa; ma troppo lontano è quel ruolo di protagonisti che portò il nostro Paese ad essere artefice e ospite del momento più alto e collaborativo tra i Paesi della Nato e la Federazione russa;
    in ogni caso, davanti a questo drammatico scenario internazionale, sembra ormai ineludibile per i Paesi europei impegnarsi per lo sviluppo di un'effettiva politica di difesa e sicurezza comune, in un quadro di collaborazione con le alleanze atlantiche; sono innumerevoli le opportunità che possono derivare dall'integrazione europea della difesa, con particolare riferimento alla costituzione di asset operativi e addestrativi comuni, finalizzati ad una piena interoperabilità, nonché alla promozione di sinergie industriali finalizzate alla ricerca, allo sviluppo e alla produzione di programmi comuni sulla base di accordi di cooperazione o di cooperazione rafforzata;
    le azioni dell'Islam jihadista e la minaccia terroristica sono indissolubilmente legate al tema dei flussi migratori indiscriminati che interessano l'Italia e l'intera Europa. La lotta al terrorismo non può infatti prescindere da una corretta gestione del fenomeno migratorio: l'Italia, per la sua posizione geografica, porta d'ingresso in Europa, è da anni meta di un forte e continuo flusso migratorio, ed è stata spesso abbandonata a se stessa nella gestione di operazioni assai onerose (rivelatesi comunque controproducenti), quali «Mare Nostrum» e «Triton»;
    anche la missione EUNAVFOR MED riporta risultati comunque limitati dal fatto che non è ancora stata avviata la fase 3 dell'operazione, che prevede la possibilità di arrestare gli scafisti e di sequestrare o affondare le barche direttamente sulle coste di partenza e sullo stesso territorio libico. La fase 3, che però presuppone il consenso del governo costiero interessato, è fondamentale, perché permetterebbe di entrare nelle acque territoriali libiche, combattendo in maniera efficace gli scafisti responsabili del traffico illegale di clandestini. Rimanere bloccati alla fase 2 significa che il Governo libico è ancora fermo, e che il nostro Paese rischia di continuare a sostenere una missione che è in grado solo di alimentare l'immigrazione clandestina;
    in buona sostanza, tutte le iniziative e le misure poste in essere fino ad oggi per fronteggiare il fenomeno migratorio non hanno avuto esiti positivi, registrando di fatto il fallimento di una politica europea comune delle migrazioni; siamo quindi ancora lontani dal raggiungimento degli obiettivi che lo stesso Consiglio europeo ha fissato, quantomeno sulla carta. Lo dice di fatto lo stesso Consiglio europeo. Lo dice il Governo italiano, che più di una volta ha manifestato insoddisfazione per la scarsa implementazione dell'accordo dello scorso ottobre 2015, e per il mancato rispetto degli impegni da parte dell'Unione europea. Lo dicono i numeri: in particolare quelli relativi ai rimpatri, alle riallocazioni, all'immigrazione irregolare;
    è quantomeno necessario uno sforzo comune per rafforzare la gestione delle frontiere esterne dell'Europa, a fronte di un flusso migratorio irregolare che nel 2015 è aumentato di circa 7 volte rispetto a quello del 2014. Secondo Frontex, infatti, nel 2015, sono stati rilevati 1,83 milioni di attraversamenti irregolari di migranti alle frontiere esterne dell'Unione europea, a fronte dei 283.500 dell'anno precedente;
    in questi mesi difficili, persino lo spirito di Schengen è stato messo fortemente in discussione: posto che non si ritiene strategicamente corretto limitare l'esercizio del diritto alla libera circolazione dei cittadini europei solo perché non si è in grado di fronteggiare il grande problema dei flussi migratori, si ritiene necessario potenziare il controllo delle frontiere esterne a Schengen, nonché il sistema dei rimpatri e, in questa direzione, far sì che l'Europa diventi protagonista degli accordi di rimpatrio con i Paesi africani, non limitandosi a demandarne la negoziazione ai singoli Stati europei;
    alla luce di ciò è urgente ed improcrastinabile l'implementazione di una politica migratoria europea comune e coerente, che affronti i temi del controllo delle frontiere e della stabilità e sviluppo dei Paesi di origine e di transito, e che contempli interventi mirati per contrastare gli scafisti in partenza dalla Libia e dalla Tunisia, unitamente a interventi di carattere umanitario per garantire, a chi ne ha diritto, di ricevere assistenza in Africa e accoglienza in Europa;
    occorre una maggiore condivisione delle responsabilità con gli altri Paesi europei per scongiurare il rischio di nuovi attacchi terroristici nel continente nonché, per quanto concerne la spartizione delle responsabilità, la necessità di modificare il sistema di Dublino poiché superato, inefficace e ingiusto per i paesi di sbarco e per i richiedenti asilo;
    per quanto riguarda l'attuazione dei programmi di ricollocazione stabiliti dal Consiglio dello scorso autunno, merita rilevare che il numero totale di persone ricollocate all'11 luglio 2016 è limitato a 3.056 (2 213 dalla Grecia e 843 dall'Italia), considerando anche la Croazia, che per la prima volta ha aderito al programma. Ciò significa che si è ancora molto lontani dall'obiettivo fissato dalla Commissione di ricollocare 6.000 persone al mese;
    pertanto, è evidente che gli Stati membri ancora non adempiono agli impegni assunti a norma delle decisioni del Consiglio sulla ricollocazione. Tale lentezza nell'attuazione dei programmi di relocation sconta infatti le resistenze da parte di molti Stati, alcuni dei quali si sono addirittura rifiutati di aderire al programma;
    il dato è particolarmente grave, in particolare alla luce dei continui sbarchi sulle coste del nostro Paese: solo nell'ultimo fine settimana di luglio sono stati circa 5500 i migranti tratti a bordo dalle navi del dispositivo di sicurezza che pattuglia le acque del Mediterraneo;
    l'Europa deve inoltre prendere atto dei dati non confortanti che provengono dalle misure adottate dalla Turchia nell'ambito del Piano d'azione che tale Stato terzo ha convenuto con l'Unione europea: in ogni caso, su tale fronte, lo scenario, oggi, appare notevolmente mutato, a seguito del tentativo di colpo di Stato perpetrato nella notte tra il 15 e il 16 luglio 2016, quando una parte dell'esercito turco ha cercato di rovesciare il presidente Recep Tayip Erdogan e il Governo in carica;
    al fallimento del golpe ha fatto seguito la durissima reazione del Governo, che ha proceduto con migliaia di arresti e sospensioni dai pubblici uffici, fino a dichiarare la possibilità di ripristino della pena di morte;
    dopo le iniziali dichiarazioni dei leader internazionali a favore del ristabilito ordine democratico a golpe fallito, a partire dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e dall'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, il Consiglio dei 28 ministri degli esteri, riunito a Bruxelles, ha esortato la Turchia al rispetto dei valori democratici e dello Stato di diritto, ribadendo che la loro violazione o la reintroduzione della pena di morte escluderebbe lo Stato turco dalla procedura di adesione all'Unione europea;
    il segretario di Stato americano, Kerry, ha richiamato la responsabilità della Turchia come membro NATO di fronte alle migliaia di arresti e alle misure restrittive adottate nella pubblica amministrazione, nelle forze armate e nei media;
    l'accordo raggiunto tra i 28 leader europei e la Turchia (in base a quanto stabilito nell'accordo negoziato nella missione in Turchia del vicepresidente Timmermans e del commissario per l'allargamento Hahn) per la gestione dei migranti prevede: il respingimento dei migranti in Turchia (per ogni profugo siriano che viene rimandato in Turchia dalle isole greche un altro siriano verrà trasferito dalla Turchia all'Unione europea, attraverso dei canali umanitari); la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi, a partire dal 10 giugno 2016; aiuti economici alla Turchia attraverso il versamento da parte dell'Unione europea di 3 miliardi di euro, già approvati nel vertice di novembre 2015, per la gestione dei campi profughi, e la mobilitazione «fino a un massimo di altri 3 miliardi entro fine 2018», ma solo dopo che i primi 3 miliardi saranno spesi; l'adesione della Turchia all'Unione europea;
    le istituzioni internazionali, in primis quelle europee, non possono ignorare i numeri degli arresti e delle sospensioni dai pubblici uffici registrati ad oggi, e hanno l'obbligo di vigilare ed agire per la tutela dello stato di diritto, della libertà di stampa e dei diritti umani;
    sul piano della politica economica, la politica seguita nell'Eurozona e più in generale nell'Unione europea, a trazione tedesca e all'insegna della pura austerità, non solo non ha prodotto i risultati sperati, visto l'aggravarsi di tutti i problemi finanziari, dal deficit di bilancio al debito pubblico, ma ha alimentato una spirale deflazionistica che rende estremamente preoccupanti le prospettive future;
    la reazione alla «Brexit», specie quella italiana, non si è mostrata al momento ancora costruttiva; di certo, è evidente la necessità di una svolta politica ed economica tra gli Stati che compongono l'Unione. Oggi le istituzioni europee non reggono perché incapaci di cambiare politiche che hanno dimostrato il loro fallimento in termini di crescita economica e, di conseguenza, in termini di benessere sociale;
    il Governo italiano avrebbe dovuto da tempo dare seguito alla proposta francese di restituire una dimensione politica all'eurozona, con un Governo e un Parlamento comuni. Ciò avrebbe cambiato le carte in tavola nell'Unione europea; non più l'imbuto voluto dalla Germania, fatto di controlli sempre più stringenti; cessioni progressive di sovranità; «compiti a casa»; asfissia dei Paesi con alto debito pubblico e difficoltà di governance; ricatti politici e dei mercati finanziari. Ma una nuova unione in cui davanti a tutto c’è la politica e la responsabilità;
    l'Italia, tuttavia, a giudizio dei firmatari del presente atto di indirizzo è rimasta immobile. Il Presidente del Consiglio non ha saputo decidere se fare asse con la Francia, e magari la Spagna, oppure sottostare, anche in questa occasione, alla linea di Angela Merkel, in cambio di un po’ di flessibilità e di possibilità di fare deficit, al fine di ottenere facile consenso;
    per quanto riguarda, gli aspetti della politica macroeconomica, è difficile negare che oggi l'Europa non soffra di una carenza di domanda e che sia necessario uno stimolo fiscale che supporti la politica monetaria; in particolare, ciò che ha inciso più negativamente sulla funzionalità dell'Unione, è stato il surplus delle partite correnti della bilancia dei pagamenti (netta prevalenza delle esportazioni sulle importazioni) dell'economia tedesca, che ha cominciato a essere tale con l'avvento dell'euro, e che da allora ha avuto un andamento crescente, in particolare negli anni della crisi. Ma in un'unione monetaria, il surplus di uno o più paesi produce più danni dell'eccesso di deficit di altre economie dell'Unione;
    l'Europa a trazione tedesca non ha quindi volutamente colto, sbagliando, questo punto. E le misure per fronteggiare la crisi che ne sono derivate non hanno fatto altro che peggiorare la situazione, piuttosto che risolverla, e la politica del «sangue, sudore e lacrime» implementata negli anni della crisi dall'Europa a trazione tedesca è stato un tragico (e con tutta probabilità, non casuale) errore;
    non solo, in parallelo con l'adozione di misure di politica economica sbagliate, in Europa si è voluto procedere, sotto pressione tedesca, con sempre più stringenti cessioni di sovranità, presentate, guarda caso, come necessarie e indispensabili per far fronte all'emergenza; sono proprio degli anni della crisi, infatti, il Six Pack, il Fiscal Compact, e il Two Pack, tutte modifiche intervenute sull'originario trattato di Maastricht, tra l'altro attraverso strumenti legislativi inadeguati e, secondo alcuni, illegittimi, che hanno ulteriormente squilibrato il sistema europeo, stravolgendone l'impianto iniziale. Modifiche che oggi più che mai bisogna sospendere, per tornare all'impianto originale. Magari completandolo con le quattro unioni (bancaria, inclusa la garanzia comune europea sui depositi; economica, che significa Eurobond; politica e di bilancio) da troppo tempo solo discusse e mai davvero implementate,

impegna il Governo:

   a rilanciare l'azione del nostro Paese e dell'intera Europa sul fronte della lotta al terrorismo e sul piano internazionale in generale, soprattutto con riguardo allo scenario mediterraneo e mediorientale, attraverso una collaborazione politico-strategica con la Federazione russa, coinvolgendo anche gli Stati Uniti, sulla scia di quanto fatto con gli accordi di Pratica di Mare nel 2002;
   ad implementare la propria azione a livello internazionale ed europeo, affrontando con decisione i temi della lotta al terrorismo internazionale e della gestione del fenomeno migratorio attraverso un contributo fattivo ed incisivo in qualità di futuro membro del Consiglio di Sicurezza dell'ONU per il 2017, nonché nell'ambito della prossima presidenza del G7 e della futura presidenza OSCE assegnata al nostro Paese per il 2018, agevolando un clima di maggiore distensione internazionale, di dialogo e di collaborazione, e lavorando in particolare per un riavvicinamento della Federazione russa al G7, seguendo una logica inclusiva;
   a riconsiderare nell'ambito dell'Unione europea la posizione dell'Italia con riguardo alle sanzioni comminate alla Federazione russa perché controproducenti per la convivenza pacifica e dannose per l'economia anzitutto del nostro Paese, nonché ad adoperarsi affinché questo esempio sia seguito da un numero crescente di Paesi, al fine di raggiungere un accordo unanime che porti all'annullamento delle sanzioni in vigore contro la Federazione russa – anche valutando l'ipotesi di esercitare sul punto il proprio diritto di veto – per agevolare un positivo coinvolgimento di quest'ultima nella lotta al terrorismo internazionale e nelle operazioni portate avanti nel Mediterraneo;
   a rendersi disponibile a meccanismi di informazione e consultazione permanente con gli organi parlamentari che coinvolgano le forze politiche di maggioranza e di opposizione, per trattare nel merito situazioni di crisi gravi ogni volta che queste si presentano e che favoriscano, senza sostituirsi alle competenze dell'Assemblea plenaria, il confronto e la discussione delle iniziative del Governo e delle proposte delle opposizioni;
   ad operare in ambito NATO per sostenere e promuovere azioni efficaci contro il terrorismo internazionale, e per stimolare il dibattito e la riflessione sulle nuove priorità geopolitiche, alla luce dell'attuale e drammatico scenario internazionale;
   a chiarire quanto prima la strategia e il coinvolgimento dell'Italia nei confronti della crisi libica, a fronte della recente operazione portata avanti dagli Stati Uniti su richiesta del Governo libico di unità nazionale;
   a promuovere ogni iniziativa in ambito europeo volta a dare impulso a concrete iniziative per la crescita della dimensione di difesa comune europea;
   nell'ambito delle misure per affrontare la crisi migratoria e dei rifugiati, ad adottare ogni iniziativa volta a promuovere un'azione incisiva a livello europeo per fronteggiare il fenomeno migratorio, sulla scia di quanto già indicato, a seguito dell'approvazione della risoluzione di Forza Italia n. 6-00251, sollecitando con forza un impegno fattivo e responsabile degli Stati dell'Unione europea, in linea con il Migration Compact, volto a stipulare accordi economici bilaterali da parte dell'Europa con i Paesi di origine e di transito per interrompere i flussi migratori e per il rimpatrio dei clandestini, anche attraverso lo sviluppo di una politica di cooperazione volta a sostenere lo sviluppo economico e l'occupazione in questi territori;
   a sollecitare un intervento decisivo volto a rafforzare le frontiere esterne dell'Unione, attraverso l'intensificazione dei controlli di frontiera sia in mare che a terra nel Mediterraneo meridionale, sul Mar Egeo e lungo la «rotta balcanica», fornendo adeguato sostegno agli Stati membri in prima linea assicurando la ricollocazione e il rimpatrio dei migranti, e la costituzione di punti di crisi (hotspot) nei Paesi di provenienza, definendo un approccio comune europeo per la gestione del flusso dei rifugiati e dei migranti economici;
   a promuovere in sede europea opportuni interventi volti a garantire un sistema che regoli la concessione del diritto di asilo secondo standard e procedure comuni in tutti i Paesi, rivedendo altresì le clausole del regolamento di «Dublino III» per coinvolgere tutti gli Stati dell'Unione europea nella gestione dei richiedenti asilo e dei migranti che varcano i confini europei;
   ad intervenire nelle opportune sedi per porre in essere nel più breve tempo possibile l'inizio della fase 3 della missione EUNAVFOR MED, che permetterà di entrare nelle acque territoriali libiche per impedire le partenze dei barconi e contrastare più efficacemente il traffico di esseri umani, valutando altresì, ove ciò non fosse praticabile in tempi ragionevolmente brevi, la possibilità della sospensione dell'attuale fase 2;
   ad adottare ogni iniziativa a livello europeo volta ad implementare lo scambio di informazioni, per sorvegliare con la massima attenzione e continuità tutti i possibili luoghi di aggregazione dei terroristi, evidenziando il ruolo di Europol ed Eurojust, e a prevedere una migliore e più efficace condivisione delle informazioni tra i diversi servizi di intelligence degli Stati membri, insieme ad un anti-terrorismo cibernetico contro la propaganda dell'ISIS; ad adottare iniziative volte a rafforzare lo stesso ruolo dell’intelligence, incrementando e velocizzando il reclutamento di esperti, individuati nell'ambito accademico e scientifico, in grado di contribuire a inquadrare le nuove minacce alla sicurezza;
   al fine di un generale contrasto allo Stato islamico e alla sua attività di propaganda e reclutamento online, a farsi promotore a livello europeo ed internazionale di accordi con gli operatori delle telecomunicazioni per rendere più rapidi i tempi di rimozione dei messaggi che Daesh diffonde sul web, segnalare tempestivamente i casi di propaganda o minaccia a sfondo terroristico, nonché di vendita online di beni di ogni genere da parte di Daesh, così come a chiudere in tempi rapidissimi i canali di finanziamento online a cui l'Isis fa ricorso;
   nel ribadire la ferma condanna per ogni tentativo di sovvertimento dell'ordine democratico in Turchia, alleato strategico in un'area di primaria importanza geopolitica, ad agire all'interno delle istituzioni dell'Unione europea nei confronti del Governo turco per: ribadire nelle sedi opportune la tutela e il rafforzamento dello stato di diritto, della libertà di stampa e dei diritti umani; intervenire con ogni mezzo, affinché non venga ripristinata la pena di morte; vigilare, affinché il processo in corso non favorisca il rafforzamento di Daesh nella regione; offrire concretezza agli accordi con la Turchia sui migranti, verificando l'utilizzo dei fondi già erogati e di quelli da erogare entro il 2018, e valutando la possibilità di introdurre meccanismi in grado di vincolare lo stanziamento di fondi alla garanzia che la stessa Turchia rispetti i diritti umani e i termini del patto;
   ad assumere ogni opportuna iniziativa tesa a progredire nell'unione politica dell'area euro di pari passo con le unioni bancaria, economica e di bilancio, onde evitare il progressivo allontanamento dei cittadini nei confronti delle politiche dell'Unione europea e scongiurare una deriva tecnocratica che cancelli, di fatto, lo spirito dell'Europa delle origini, comportando, tra l'altro, la progressiva perdita di sovranità dei singoli Stati nazionali;
   a stimolare la riflessione delle istituzioni europee, anche alla luce del risultato del referendum sulla permanenza del Regno Unito all'interno dell'Unione europea, al fine di promuovere iniziative volte a cambiare le politiche che hanno dimostrato il loro fallimento in termini di crescita economica e, di conseguenza, in termini di benessere sociale.
(1-01339) «Brunetta, Carfagna, Archi, Valentini, Occhiuto, Vito».

   La Camera,
   premesso che:
    il settore marittimo riveste un ruolo fondamentale per il rilancio dell'economia, anche mediante la valorizzazione di tutte le risorse del Mar Mediterraneo; il suo ruolo è strategico e di primaria importanza per l'intero Paese;
    la «crescita blu» ha un potenziale importante; il «cluster» marittimo italiano vale il 2,6 per cento del prodotto interno lordo, il 3,3 per cento delle esportazioni, e quasi il 5 per cento degli investimenti nazionali; il settore marittimo, direttamente o attraverso l'indotto, occupa circa 480.000 addetti; il moltiplicatore di settore è pari a 2,37 per il reddito e a 1,73 per l'occupazione: questo significa che per ogni 100 euro spesi nell'ambito del cluster marittimo (ad esempio per investimenti o approvvigionamenti), si attivano 237 euro di reddito complessivo nel sistema economico nazionale; parallelamente, 100 nuove unità di lavoro operanti nel cluster marittimo, attivano 173 unità di lavoro complessive nell'economia nazionale;
    negli spazi marittimi si svolgono una molteplicità di attività e di operazioni complesse di importanza vitale per l'economia e per l'ambiente: la pesca e l'acquacoltura, innanzitutto; queste attività coesistono, ma spesso si contendono lo stesso spazio e le stesse risorse nelle zone costiere e marittime e nelle zone marine protette: si pensi ad infrastrutture marittime o a dispositivi quali cavi, condutture, impianti per l'estrazione di petrolio e gas naturale, impianti eolici e quant'altro; è dunque di rilievo strategico pianificare la gestione e lo sviluppo sostenibile degli spazi marittimi allo scopo di superare i conflitti esistenti, gli sprechi, le diseconomie, i danni ambientali accresciuti e resi insuperabili da uno sfruttamento irrazionale e spesso «conflittuale» degli spazi marittimi, che si aggrava anche in relazione alla crescita incessante della domanda di spazio marittimo per nuove attività;
    nell'aprile del 2014 il Parlamento europeo ha approvato una proposta di direttiva sulla pianificazione dello spazio marittimo (PSM) con l'intento di sollecitare gli Stati membri alla elaborazione e alla messa a punto di piani intesi a favorire un migliore coordinamento delle diverse attività che si svolgono negli spazi marittimi, garantendo nel contempo l'efficacia, lo sviluppo e la sostenibilità ambientale delle medesime attività;
    la direttiva fissa i contenuti essenziali dei piani nazionali di gestione dello spazio marittimo: è necessario individuare tutte le attività umane che si svolgono in tale spazio, tenendo conto delle interazioni terra-mare, nonché le modalità più efficaci per la loro gestione; la direttiva si propone di sostenere gli Stati membri e di aiutarli a cooperare in modo più efficace, anche in considerazione del fatto che tali attività si sviluppano spesso ben oltre le frontiere nazionali e il mare territoriale;
    la pianificazione dello spazio marittimo (PSM) è un'importante occasione per la valorizzazione della risorsa mare: consente, infatti, di meglio comprendere la distribuzione delle risorse marine e offre agli investitori maggiori certezze sulle prospettive di sviluppo, contribuendo a ridurre la molteplicità di norme e regole e a semplificare gli adempimenti amministrativi; un migliore coordinamento tra gli Stati membri e all'interno del territorio nazionale consente di semplificare e abbreviare le procedure con rilevanti vantaggi economici; secondo la Commissione europea accelerare di 1, 2 o 3 anni gli investimenti a favore dell'acquacoltura in mare aperto o della produzione di energie rinnovabili offshore, ad esempio, potrebbe generare, da qui al 2020, benefici economici compresi tra 60 e 600 o più milioni di euro;
    i piani nazionali di gestione dello spazio avranno anche l'importante obiettivo di limitare i conflitti tra i diversi settori e di creare sinergie tra le attività dello spazio marittimo; dovranno anche puntare ad incoraggiare gli investimenti mediante una disciplina normativa chiara e certa e il coordinamento tra le amministrazioni all'interno di uno Stato e tra i singoli Paesi; dovranno, inoltre, essere orientati ad incrementare la cooperazione transfrontaliera tra i Paesi dell'Unione europea su questioni delicate quali le installazioni offshore per impianti per energie rinnovabili e come le rotte di navigazione; dovranno prevedere iniziative e puntuali interventi a tutela dell'ecosistema, mediante individuazione precoce dell'impatto e dei possibili rimedi per limitarlo nonché delle opportunità per un uso polivalente dello spazio;
    la pianificazione dello spazio marittimo ha anche l'obiettivo di favorire la creazione di zone marine protette, per le quali è indispensabile la cooperazione transfrontaliera, in modo da garantire piena ed effettiva applicazione della disciplina comunitaria per la protezione dell'ecosistema nelle zone marine;
    entro il 18 settembre 2016 gli Stati membri devono recepire la direttiva nella legislazione nazionale e individuare l'autorità competente incaricata di attuare la pianificazione dello spazio marittimo;
    entro il 2021 gli Stati membri sono tenuti ad elaborare i rispettivi piani di gestione dello spazio marittimo, che dovranno essere conformi ai requisiti minimi stabiliti dalla direttiva; i contenuti e le strategie dei piani di gestione dello spazio marittimo potranno però essere adattati alle priorità economiche, sociali e ambientali nonché agli obiettivi delle politiche settoriali nazionali e ai principi dell'ordinamento di ciascuno Stato membro dell'Unione europea;
    la valorizzazione della risorsa «mare» e la tutela del suo patrimonio pone con urgenza la questione dello status giuridico delle acque del Mediterraneo. Nel quadro di una gestione comune dello spazio mediterraneo, il nostro Paese potrebbe infatti assumere, stante la sua posizione geografica e specie se in un regime di acque internazionali (alto mare), la regia di una politica mediterranea finalizzata allo scambio e alla cooperazione, ponendosi quale interlocutore privilegiato tra i Paesi della sponda nord e della sponda sud del Mediterraneo. Il primo passo in tale direzione consisterebbe senz'altro nella piena realizzazione delle potenzialità dell’«economia blu», attuata nel più ampio quadro della politica marittima integrata dall'Unione europea. Ciò implica l'integrazione dei diversi comparti del settore marittimo (pesca e acquacoltura, biodiversità marina, energia e minerali marini, trasporti e portualità, difesa e sicurezza) in una governance unitaria, che coinvolga tutti gli operatori del mare in una visione politica e strategica comune. In termini più ampi, occorre ripensare la politica marittima nazionale nel suo complesso e mettere a punto una strategia regionale onnicomprensiva – volta tanto all'utilizzo sostenibile delle risorse quanto a favorire la stabilizzazione del Mediterraneo – nell'ambito della quale l'Italia possa, attraverso la valorizzazione delle esperienze, delle conoscenze e degli investimenti conseguiti negli anni passati, assumere il suo naturale ruolo di guida e di punto di riferimento per gli altri Paesi mediterranei e per l'Unione europea nell'area;
    il gruppo parlamentare del Partito Democratico ha elaborato e concorso ad approvare in sede di esame della manovra 2016 importanti norme per rivoluzionare il modo di fare pesca e per il rilancio delle politiche per la pesca nel Mediterraneo, tra cui, in particolare:
     proroga e rifinanziamento del programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura;
     estensione alle imprese della pesca e dell'acquacoltura degli interventi di ISMEA a garanzia di finanziamenti, come già previsto per le imprese agricole;
     credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle regioni del Mezzogiorno fino al 31 dicembre 2019 anche per le imprese attive nella produzione, trasformazione e commercializzazione agricola primaria, della pesca e dell'acquacoltura;
    l'intenso lavoro del Gruppo parlamentare del PD ha lo scopo di valorizzare e sviluppare tutti i settori che operano nell'ambito dell’«economia del mare» in primis la pesca – allo scopo di far riconquistare – ai pescherecci italiani – un ruolo di primo piano rispetto ad altre flotte del Mediterraneo,

impegna il Governo:

   ad assumere le iniziative di competenza per recepire nell'ordinamento nazionale – entro il 18 settembre 2016 – la direttiva 2014/89 del Parlamento europeo sulla pianificazione dello spazio marittimo (PSM), opportunamente coinvolgendo – nella fase di elaborazione della normativa nazionale – le associazioni della pesca e dell'acquacoltura;
   a individuare al più presto l'autorità competente incaricata di attuare la pianificazione dello spazio marittimo;
   a valutare l'opportunità di rafforzare il coordinamento delle funzioni attribuite alle diverse amministrazioni afferenti al settore marittimo (trasporti e portualità – affidate al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, pesca e acquacoltura – affidate al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, tutela della biodiversità – affidate al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, estrazioni minerarie sottomarine ed energia – affidate al Ministro dello sviluppo economico) per meglio garantire la funzione di presidio, controllo e tutela, anche ambientale, e di contrasto alla pesca illegale.
(1-01340) «Venittelli, Oliverio, Tullo, Borghi, Sani, Sbrollini, Falcone, Rostellato, Crivellari, Covello, Anzaldi, Tartaglione, Giuliani, Terrosi, Patriarca, Rubinato, De Menech, Vico, Antezza, Amato, Carrescia, Arlotti, Morani, Minnucci, Lodolini, Giampaolo Galli, Carrozza, Moscatt, Mognato, Capozzolo, Zanin, Basso, D'Incecco, Pinna».

   La Camera,
   premesso che:
    un efficiente sistema di infrastrutture di trasporto e logistico nel nord ovest d'Italia contribuisce allo sviluppo di un sistema produttivo più sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale;
    con tale obiettivo le regioni Lombardia Liguria e Piemonte, che costituiscono la macroarea del Nord ovest, e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti hanno siglato, lo scorso 9 aprile, il Protocollo di intesa per l'attuazione delle iniziative strategiche del sistema logistico del nord ovest individuando gli interventi centrali per realizzare la Piattaforma Logistica con finalità di coordinamento strategico e promozione del sistema logistico del territorio;
    nello scenario europeo e mondiale sono attualmente in atto fenomeni di cambiamento che rappresentano per la macroarea logistica del Nord ovest una grande opportunità:
     lo spostamento dei flussi di merce sui vettori marittimi di grandi dimensioni inducono la centralità del Mediterraneo e della portualità nei traffici internazionali;
     l'imminente apertura dei trafori del Gottardo e del Ceneri e lo sviluppo della dorsale Torino – Lione e del Terzo Valico dei Giovi fanno prevedere una grande permeabilità dell'area verso i mercati europei collocati a nord e ad ovest dell'arco alpino;
    questi fenomeni possono consentire di consolidare l'attuale mercato ma anche di recuperare nuovi traffici in conseguenza di un'azione sinergica ed integrata con le politiche di sviluppo dei porti figuri, valorizzando la funzione degli interporti del nord ovest sia nel loro ruolo di retroporti di Genova e Savona, sia nel ruolo di centri intermodali e luoghi di concentrazione di attività logistiche che si estendono anche alla manipolazione delle merci, generando quindi valore aggiunto dal punto di vista reddituale ed occupazionale;
    l'attuale distribuzione dei traffici marittimi che interessano l'area mediterranea provenendo dal far east asiatico attraverso il Canale di Suez risulta fortemente sbilanciata verso i porti del nord-europa che assorbono circa il 68,4 per cento dei volumi contro il 31,6 per cento che fa riferimento ai porti del Mediterraneo. Tale sbilanciamento è dovuto a diversi fattori che giocano un ruolo fondamentale nelle decisioni delle grandi compagnie di spedizione che controllano il mercato del commercio marittimo;
    in tale contesto assumono particolare rilevanza gli interventi programmati sugli assi (corridoi europei) che collegano i porti del Nord con mercati di destinazione delle merci collocati nel sud dell'Europa, e tra essi anche l'Italia e la Pianura Padana in particolare;
    la macroarea del Nord-ovest essendo funzionalmente collegata alle principali reti di comunicazione transeuropee costituisce un vero e proprio sistema di portualità e retroportualità e pertanto riveste un ruolo strategico nella movimentazione e distribuzione delle merci. In particolare, l'area è posta all'incrocio dei due corridoi TEN-T che collegano l'est e l'ovest (Corridoio Mediterraneo) nonché il nord ed il sud (Corridoio Reno Alpi) del continente europeo e intercetta anche il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo;
    entrambi i corridoi sono interessati da «tunnel di base» per l'attraversamento delle Alpi e degli Appennini e consentiranno il transito di treni a quote di pianura, a grande sagoma (AF-PC8o), di lunghezza minima di 75cm con possibilità di carico superiori alle 2000 Ton a locomotore singolo. Di tali corridoi, anelli principali appartenenti all'ambito territoriale di riferimento sono le opere costituite dal nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione (Corridoio mediterraneo) e dal terzo Valico dei Giovi (corridoio Reno-Alpi), ma il corridoio di direzione nord-sud ricomprende anche il sistema Gottardo – Ceneri realizzato dalla Svizzera;

omega costellazione automatica

montres numériques pour hommes
bedste mænd ure
kopio Longines

COMPRESSA-MENTE

Non puoi fare nessuna scelta se conosci solo una versione della realtà.

sabato 7 giugno 2014

IL CONCETTO DEL CAMPO TORSIONALE NELLA SCIENZA E NELLA RADIONICA RUSSA


I campi torsionali e la "Medicina Multidimensionale" della Puchkò
Il sistema dell’(auto)analisi e dell’(auto)guarigione che offre  la “Medicina multidimensionale” , metodo  messo a punto da L.G.Puchko e sviluppato nelle ulteriori studi russi,  è basato sull’uso delle proprietà uniche dei campi torsionali.   Anche l’uomo ne è la fonte. Che cosa dice a proposito la Puchkò? (“Medicina Multidimensionale”, Mosca, ed. ANS, 2008): -      Ecco perché   soltanto l’autoanalisi e l’autoguarigione radionica possono essere considerati assolutamente innocue.
A dire il vero, nei successivi studi (“Le Energie della Guarigione e la Formula dell’Appello”), è stato scoperto il modo per arginare questo fenomeno: si tratta della pulizia permanente e della protezione dei corpi non fisici dell’ operatore radionico. Queste tecniche richiedono studi ed impegno da parte dello studente, ma non sono impossibili da imparare e danno, soprattutto, degli ottimi risultati (dall’esperienza personale mia e di alcuni studenti della radionica “russa”) .
Ma vediamo più in dettaglio i concetto dei campi torsionali. La convinzione che tra ciò che succede sulla Terra e nel Cosmo ci fosse un legame è vecchia come il mondo.  Lo dicevano anche i grandi scienziati dell’antichità, molti dei quali avevano anche sperimentato gli effetti della coscienza allargata avendo avuto l’immediato accesso a certe verità nascoste. I limiti delle teorie odierne che spiegano la struttura dell’Universo fanno pensare ad alcune idee antiche. Così, l’idea che l’informazione possa essere trasmessa se non all’istante, per lo meno alla vel ocità che supera molte volte quella della luce, aveva generato le ipotesi circa l’esistenza dei campi   tachionici, leptonici, torsionali.   Il riconoscimento della sola irradiazione elettromagnetica non permetteva la spiegazione di molti   fenomeni osservabili.
Le caratteristiche dei campi torsionali Nel 1913 il fisico francese Eli Cartan   dimostrò per primo che il flusso di spazio e tempo possedeva in se stesso anche un movimento di rotazione o spiraleforme conosciuto come “torsione”. La teoria di Cartan però, non venne presa troppo sul serio, poiché venne fuori prima dell’epoca della fisica quantistica, durante un periodo in cui si credeva che particelle elementari come gli elettroni rotassero o girassero intorno al nucleo. Nel 1993 il fisico russo Gennadij Shipov   aveva provato teoricamente le idee di Cartan, nel   libro “La teoria del vacuum fisico”. Se i campi gravitazionali sono generati dalla massa, e i campi elettromagnetici dalla carica, i campi torsionali sono formati dallo spin. In meccanica quantistica lo spin (“giro vorticoso”, in inglese) è una grandezza, o numero quantico, associata alle particelle, che concorre a definire lo stato quantico. La teoria dei campi torsionali possiede alcune qualità che differiscono radicalmente dai dogmi della scienza odierna.   Per esempio:
  1. Sia l'energia sia l'impulso del campo torsionale sono pari allo zero;
  2. Il campo torsionale trasmette l'informazione senza smuovere l'energia;
  3. L'intensità dei campi torsionali non  dipende dalla distanza dalla fonte del campo; 
  4. I campi torsionali sono presenti in tutti gli ambienti naturali e non possono essere schermati;
  5. Le onde torsionali viaggiano alla velocità che supera non meno di 10*0 volta quella della Luce.
Il vacuum fisico si comporta, rispetto alle onde torsionali,   secondo le leggi dell’ologramma. Quando un oggetto viene fotografato,   la foto emulsione   evidenzia    sia il flusso elettromagnetico dell’oggetto   sia l’irradiazione torsionale che cambia l’orientamento “spin” degli atomi dell’emulsione. Questo fenomeno permette di sviluppare le tecnologie della ricerca dei   giacimenti non solo sulla Terra ma anche   sui corpi extraterrestri. E, dato che   i campi torsionali esistono anche senza   gli oggetti   che li avevano generato, si apre la possibilità   di condurre delle ricerche   retrospettive, nel passato di questi oggetti.
Gli scienziati russi sono i pionieri nello studio dei campi torsionali I campi torsionali furono attivamente studiati dai russi negli anni 80, con la partecipazione del KGB e del Ministero della Difesa (in un regime di segretezza), e poi,   apertamente, dopo la caduta dell’URSS. I maggiori promotori delle ricerche furono gli accademici A.Akimov e G. Shipov. Per la precisione, i riferimenti ai campi torsionali contenuti nelle pubblicazioni di tutto il mondo ammontano a più o meno 10.000 articoli, appartenenti a circa un centinaio di autori. Di questi, almeno la metà lavora in Russia.
La maggioranza degli studi russi è stata influenzata dalle scoperte del prof. Kozyrev (1908-1983) che studiò il fenomeno del Tempo. Il mondo occidentale sa molto poco su N.Kozyrev. Si tratta di uno dei più eminenti pensatori russi del secolo scorso; fece la sua prima pubblicazione scientifica all’età di 17 anni, a 28 anni era già conosciuto come importante astronomo. Fu arrestato durante le purghe di Stalin, fece 11 anni   di lager, e pare che lì ebbe l’illuminazione meditando sui misteri dell’Universo. Ritenne che tutte le forme di vita dovevano essere composte da una forma di energia invisibile a spirale, in aggiunta alla loro normali capacità di ottenere energia per mezzo di cibo, liquidi, respirazione e fotosintesi. Anzi, la sua   “conoscenza diretta” lo informò che questa energia a spirale era, in effetti, la vera natura e la manifestazione del “Tempo” da noi inteso come un semplice calcolo di durata.   Tralasciamo qui le importantissime scoperte di Kozyrev   che meriterebbero una descrizione dettagliata. Secondo Gennadij Shipov, i campi torsionali si formano   nel vacuum fisico. Esisterebbero, secondo Shipov, 7 livelli della reltà: il Nulla Assoluto, i Campi Torsionali portatori immateriali dell’informazione, il Vacuum, le Particelle Elementari, i Gas, i Liquidi, i Corpi Solidi. G.Shipov    
A.Akimov

N.Kozyrev


Visto che  questi studiosi  non hanno avuto il timore di ricorrere ai metodi della radiestesia,  avevano collaborato attivamente con il genetista Garyaev, non sempre ben visto dai notabili dalla scienza, e avevano promosso  delle applicazioni dei campi torsionali nella medicina, il loro lavoro  fu dichiarato dalla scienza ufficiale come “preusoscientifico” (1991). Da allora gli studi proseguono con successo nell’ambito delle strutture commerciali private.

I campi torsionali non assomigliano a nessuno dei campi finora conosciuti Ricapitoliamo: quali sono le principali qualità dei CAMPI TORSIONALI, secondo A. Akimov?
  1. Il Campo Torsionale (CT) si forma attorno ad un oggetto in rotazione e rappresenta la somma di micro-vortici spaziali. Ma la materia possiede sempre il CT perché le molecole   hanno il momento di torsione- spin;
  2. l CT nascono nel vacuum fisico;
  3. l CT possiedonio le proprietà del magnete:   le cariche torsionali dai segni opposti si respingono, ecc;
  4. l CT hanno la memoria. Un oggetto crea nello spazio (nel vacuum) una costante spin-polarizzazione   che vi rimane anche dopo che l'oggetto è stato tolto;
  5. I CT si propagano all'istante – da un punto dell'Universo all'altro, non hanno un parametro come la velocità;
  6. l CT   non sono   campo energetici. Il Campo Torsionale   è un campo INFORMAZIONALE. Il Campo Torsionale = la BASE   INFORMAZIONALE   DELL'UNIVERSO;
  7. L'energia   deriva dai cambiamenti del campo torsionale; i cambiamenti nei   campi torsionali si accompagnano dai cambiamenti nelle caratteristiche fisiche della materia;
  8. Il CT   non   perde l'energia,   e quindi   non s'indebolisce passando attraverso   ambienti fisici;   dal CT non è possibile nascondersi;
  9.   L'UOMO è capace di percepire e di trasformare   i CT: IL PENSIERO HA LA NATURA TORSIONALE;
  10. I segnali di natura torsionale provenienti da un oggetto possono essere percepiti dal passato, dal futuro e dal presente; non esistono delle limitazioni temporali;
  11. I CAMPI TORSIONALI   SONO LA BASE DELL'UNIVERSO.


I campi torsionali e la nostra vita
Le interconnessioni spin-torsionali possono aprire nuove strade nelle ricerche che riguardano la storia dell’Universo. Le prospettive delle tecnologie torsionali hanno dato una spinta alle ricerche e alla   creazione di vari generatori torsionali. Nell’aprile del 1986, a Mosca è stata effettuata, in prima mondiale, la trasmissione   dei segnali lungo un canale di comunicazione torsionale. In seguito si pensava di collocare un trasmettitore torsionale   sulla navicella spaziale “Mars”che doveva studiare   il flusso torsionale proveniente da Marte. Il progetto non andò in porto, fu bloccato. L’anno 1986 è anche tristemente   famoso grazie alla catastrofe di Chernobyl e ad una serie di altre sciagure   più o meno casuali.   Qualcuno suggerisce   agli scienziati la prudenza: sperimentando gli scontri delle particelle elementari negli acceleratori, potrebbero danneggiare sia alcuni macro-mondi a noi sconosciuti sia l’evoluzione delle civiltà extraterrestri. Dal punto di vista dei sostenitori   dei campi torsionali, è proprio questo che ci comunicherebbero le civiltà aliene; e allora la catena delle catastrofi   nell’ anno 1986 potrebbe essere non altro che un avvertimento: forse in questo modo ci suggerivano di non intrometterci nei canali di comunicazione avanzati, ancora inaccessibili per la nostra civiltà!
I campi torsionali   sono la base dell’azione a distanza, da sempre sfruttata dalla magia (bianca e nera), e dalla radionica.   Basta avere un doppio “quantico”   del soggetto: una foto, una ciocca di capelli, degli effetti personali. A lungo gli scienziati e non solo, e in tutto il mondo, avevano cercato di provare l’esistenza di un ipotetico “biocampo” responsabile degli effetti fisici ed informazionali nella biosfera di cui l’uomo fa parte.   Questa ipotesi poteva, in parte, spiegare la natura dell’azione extrasensoriale, pur a distanza ravvicinata. Ma non poteva spiegare la trasmissione dell’informazione a grandi distanze.   E malgrado intere organizzazioni, anche governative, nell’URSS e negli USA, avevano trovato nel campo torsionale la spiegazione logica della trasmissione dell’informazione a distanza, per la scienza ortodossa questo significava    mettere in dubbio   le fondamenta della fisica moderna, ben consolidate. E’ stato scoperto   che tramite i campi torsionali fu possibile influenzare un soggetto a qualsiasi distanza   - basta avere a disposizione una sua foto, oppure   leggere l’informazione proveniente dall’soggetto (vedi l’ apparecchio medico-diagnostico Oberon, di V.I.Nesterov).
Yuri Potapov , un ingegnere di Kishinev (Moldavia) ha inventato un dispositivo che ha il coefficiente utile che supera il 100%. Questo   non potrebbe esistere, dal punto di vista della scienza ufficiale.   Come si spiega?   Si tratta di un sistema «aperto», che con l'aito del CT   prende l'energia aggiuntiva dal vacuum fisico. Per chi vuole saperne di più: http://www.universalinternetlibrary.ru/book/potapov/15.shtml,   ci sono delle foto dell'impianto.
Sono sperimentati degli strumenti per le diagnosi mediche a distanza ( MetatronTor.Di ); per gli interessati, esiste un sito russo con le pagine in italiano che spiega il principio di funzionamento dell'apparecchiatura http://www.tordi.ru/.
Nei secoli molti   hanno cercato la ricetta dell’eterna giovinezza. Nell’Istituto di Psicofisica Applicata e’ stata elaborata una apparecchiatura unica, che utilizzando un potentissimo generatore (General Operational Device GOD) permette di produrre una ricerca automatica e la correzione di aberrazioni cromosomiche locali che si accumulano in tutta la vita umana, arrestando il processo di invecchiamento. Correzione delle onde dei genoma è il   presupposto di longevità. In tutto il mondo gli scienziati sono   alla ricerca di un metodo infallibile per allungare la vita all’essere umano. Andrey Shmidt dell’Istituto di Psicofisica Applicata di Omsk e i suoi colleghi sono riusciti ad allungare la vita delle cellule di lievito di 20 volte, che è un record negli esperimenti relativi all’allungamento della vita.
Per giungere a questo risultato che supera di 2 volte il precedente record di longevità, gli scienziati, utilizzando un influsso di campi torsionali sinistrorsi polarizzati ad alta frequenza, hanno spento determinati geni.
Il campo torsionale è uno dei campi del Sistema della Mente Suprema. Il campo torsionale e la radionica russa . Finora abbiamo parlato degli studi scientifici che riguardano il fenomeno. 
Ma esiste un altro approccio, quello esoterico-scientifico, conosciuto molto meno,  che è molto utile a chi s'avventura nella terra incognita della rediestesia e radionica. La pioniera della radionica spirituale russa fu senza dubbio L.G. Puchkò, che aveva messo le basi del modello biocomputerizzato dell'organismo umano. Ma anche oggi c'è chi continua ad allargare la strada da lei appena accennata.   Tra tanti metodi che si  ispirano alla Puchkò, e che finora ho potuto conoscere nel web russo,   spicca nettamente i ponderoso lavoro dal titolo «Le Energie  della Guarigione e la Formula dell'Appello», il cui autore,  contribuendo enormemente all'opera della Puchkò, non svela ancora il proprio nome in attesa di finire la scrittura delI'opera  limitandosi di un presudonimo. Rispettando la sua scelta,  aspetto, insieme agli altri utenti del suo forum,  il momento della conclusone di questo grande lavoro.
E' una domanda retorica, quella che si fa «Ivan»: di che cosa è fatto tutto: Terra, Acqua, Aria, Uomo?  E risponde: tutto è fatto dei vari «campi» del Sistema della Mente Suprema  che creano  strutture energetico-informazionali.
I campi sono 20. I 16 campi «principali» possono essere di tre tipi: -energetici – servono per  trasmettere l'energia o per l'interazione tra corpi fisici, -informazionali – per la trasmisisone o l'accumulo dell'informazione; -energetico-informazionali – servono per entrambi gli scopi. Esiste anche il campo «temporale», il cui nome deriva dalla parola «tempo».  Il suo unico compito è sincronizzare («sincro-campo»)  ogni passo nei processi che si svolgono nei campi principali. Ogni impulso del sincrocampo  agisce in qualsiasi pinto dello spazio del Sistema della Mente Suprema. Tutti i campi principali, come pure il sincro-campo  sono privi del conceto della «velocità». Tutti i campi che derivano  da quelli principali sono energetico-informazionali. Secondo «Ivan», la scienza oggi cerca di spiegare l'Universo studiando, spesso separatamente, solo  alcuni campi principali, alcuni campi che da loro derivano e  le loro interazioni servendosi degli strumenti odierni. Che spesso non bastano.
Nella tabella che segue sono riportati  i  campi del sistema della Mente Suprema:  di questi campi è fatto tutto cio che ci circonda, noi stessi compresi. Nella tabella che segue questi campi sono disposti in ordine dell'aumento della loro potenza informazionale, o «dimensionamento», che è il termine più appropriato (significa il numero dei livelli della capacità informazionale del campo). Sigle: SMS – sistema della Mente Suprema I – informazionale, E- energetico, EI – energetico-informazionale C – coscienza SC – subconscio F – fisico (corpo) NF – non fisico (corpo)
Sono indicate le funzioni dei campi, il dimensionamento di ciascuno,  se è accessibile anche alla nostra coscienza, e la zona della sua azione (l'ultima colonna a destra).
I CAMPI DEL SISTEMA DELLA DELLA MENTE SUPREMA
NN Nome campo Commento Dimensiona- mento Accessibilità al SC, alla Coscienza (C) Campo d'azione 1 Magnetico Serve per il F 2 – EI SC + campo magnetico + elettrico F 2 Elettrico Serve per il F 3 – EI SC+luce+magnetico+elettrico (C) F 3 Elettromagnetico Serve per il F 4 – EI SC, odore (C) F 4 Molecolare Registrazione,conservazione dell'Informazione. 5 – EI SC, gusto (C) F 5 Gravitazionale Crea interazione 6 – E SC, C –insieme al campo gravitazionale Spazio SMS, F 6 Torsionale Registro, conservazione dell'informazione 7 – EI SC Livello 3 del SMS 7 Antigravitazionale Crea interazione 8 – E SC,C  - insieme al gravitazionale Spazio SMS, F 8 Temporale Sincronizzazione 9 – Temporale SC SMS, F, NF 9 Informazionale e programmatico Programmazione, Akasha, ecc. 10 – I SC Mente Suprema SMS, Corpi NF 10 Quantico Immagini olografiche, Akasha, ecc. 11 – I SC Mente Suprema, SMS, CNF 11 Cosmico Prana, Chi, Etere 12 – E SC SMS, F, NF 12 Buddhico Compiti di  comando nel SMS 13-I SC SMS, F,NF 13 Eterico Strutture di campo 14 – EI SC SMS, F, NF 14 Astrale Strutture di campo 15 – EI SC SMS, F, NF 15 Intuitivo Strutture di campo 16 – EI SC SMS, F, NF 16 Mentale Strutture di campo 17 – EI SC SMS, F, NF 17 Causale Strutture di campo 18 – EI SC SMS, F, NF 18 Del pensiero Strutture di campo 19 – EI SC SMS, F, NF 19 Olografico Strutture di campo 20 – EI SC SMS, F, NF 20 Psichico Strutture di campo 21 – EI SC SMS, F, NF I primi 3 campi - magnetico, elettrico, elettromagnetico – derivano dal campo torsionale.  Tralasciamo le caratteristiche, peraltro interessantissimi, di alcuni campi  «inusuali» come molecolare, quantico o informazionale-prpgrammatico,  e ci soffermiamo sul campo torsionale. L’analisi torsionale L’accesso cosciente all’informazione del campo torsionale potrebbe servire per avviare un’analisi radiestesica del tutto particolare: l’analisi torsionale. La radionica russa nota sotto il nome della Medicina Multidimensionale,   avviata dalla L.G. Puchko (1937-2010) è basata sulla ricerca delle cause profonde   dei disturbi   - si tratta dell’informazione negativa a forma d’onda che in primis colpisce e danneggia irrimediabilmente i corpi sottili dell’uomo, finendo poi per colpire i nostri organi fisici.   E’ ciò che sta a monte della cause fisiche/psicologiche   delle malattie. Il problema è che queste cause sono disposte a “strati”, si accumulano negli anni sovrapponendosi, e per di più, sono capaci di nascondersi se tentiamo uno o più attacchi frontali per scovarle. Tra i ricercatori dei forum radiestesici c’è chi ha provato ad applicare varie   tecniche mirate da subito   alla ricerca di strati di cause, ma non sempre questa tattica funziona, e soprattutto, malgrado le ore passate col pendolo in mano, siamo condannati all’insuccesso perché ci sfuggono i programmi negativi con forti protezioni (da parte delle Forze Oscure) o conglomerati di negatività sotto forma di sistemi dell’esperienza condensata, oppure una combinazione di tali sistemi. Ed ecco che l’accesso all’informazione del Campo Torsionale ci può servire, perché   questa informazione è immune dall’azione dei sistemi negativi. La tecnica dell’analisi torsionale si applica soprattutto per la pulizia dei corpi non fisici allo scopo di mettere una loro protezione (che si prospetta come permanente, al patto che l’individuo non la faccia saltare dall’interno, coltivando le emozioni negative e trascurando l’importantissimo aspetto del dialogo con il proprio Sé Superiore).
Una piccola parentesi: ho avuto il modo di appurare, lavorando con queste tecniche, che l’atto di ripulire e proteggere i corpi sottili dell’uomo significa più di una cosa. Significa il raggiungimento dell’immunità dall’azione dell’informazione negativa proveniente dalle forze oscure e dalle persone. Significa un maggiore benessere psicofisico, perché alla base di tantissimi disturbi psichici e psicologici   troviamo sempre decine di entità   negative che normalmente escono ed entrano nei nostri corpi non fisici indisturbate. Significa il nostro successivo coinvolgimento nel giro delle energie positive – nel senso che il pulito attira quello   che è altrettanto pulito... persone buone e belle,   la capacità di realizzare i propri desideri,   o semplicemente il buon umore. Mentre scrivo queste righe ho ricevuto la mail di una cara amica che ha già imparato la tecnica dell’analisi torsionale e la usa con gioia per il beneficio suo e dei suoi cari. Ecco cosa scrive:   “... è nato l'ultimo nipotino di mia sorella, Filippo, a cui ho messo la protezione (ricordi che non aveva modifiche straordinarie, né   patologie negative nei Corpi Non Fisici). Ora è un bimbo stupendo....naturalmente anche lui piange, anche lui, come tutti i bimbi, ha qualche colichetta gassosa (ma è fisiologico, è il sistema gastrointestinale che cresce e si adegua alle esigenze del corpo)....ma ride tanto e spesso. Non abbiamo mai visto bimbi di 3 mesi ridere tanto!!!!! TUTTI I BIMBI nuovi nati dovrebbero avere la protezione”.
La spiegazione delle tecniche del lavoro con il campo torsionale – che si serve dell’aiuto prezioso degli Angeli Custodi – o delle energie luminose – possiamo chiamarli come vogliamo, non rientra   nel compito di questo articolo. Ma solo con questo tipo di analisi possiamo essere certi di arrivare, finalmente, al nocciolo di problema per porre fine a certi disturbi che altrimenti continuano ad esistere.
http://radionicaesoterico-scientificarussa.blogspot.it/2013/05/il-concetto-del-campo-torsionale-nella.html 

Posted by Marcello Salas a 11:21:00 Reazioni:   Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: campi torsionali, energia, fisica quantistica, radionica, universo, uomo Nessun commento:

Post più recente Post più vecchio Home page Iscriviti a: Commenti sul post (Atom)

SALVA O STAMPA IL POST IN PDF

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF

CORRELATI

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Translate

POST RECENTI

Cerca nel blog

Segui Compressa-mente via Email

IN EVIDENZA

Lettori fissi

Post più popolari

STAMPA/SALVA IN PDF IL POST

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF

Elenco blog personale

HOME

HOME

Google+ Followers

Tutti gli altri post

MENTE-OLISTICA

MENTE-OLISTICA

MenteOlistica

cogito ergo sum

cogito ergo sum

Diario di una sclerosetta

Diario di una sclerosetta

TANKER ENEMY

TANKER ENEMY

Geoingegneria, scie chimiche ed altri crimini planetari

Geoingegneria, scie chimiche ed altri crimini planetari

LA VERITA' CI RENDE LIBERI

LA VERITA' CI RENDE LIBERI

CERCHIO NEL GRANO BLOG

CERCHIO NEL GRANO BLOG

VALERIA PISANO (EVOLUTION COACHING)

VALERIA PISANO (EVOLUTION COACHING)

Gioia4Kids - L'arte di educare

Gioia4Kids - L'arte di educare

LIFE ME

LIFE ME

Post casuali

#post_casuali img{float:left;margin-right:10px;margin-bottom:10px;width:55px;height:55px;padding:3px;-webkit-transition:all 0.5s ease;-moz-transition:all 0.5s ease;transition:all 0.5s ease;padding:4px;background: #eee;background: -webkit-gradient(linear, left top, left bottom, from(#eee), color-stop(0.5, #ddd), color-stop(0.5, #c0c0c0), to(#aaa));background: -moz-linear-gradient(top, #eee, #ddd 50%, #c0c0c0 50%, #aaa);-webkit-border-radius: 4px;-moz-border-radius: 4px;border-radius: 4px;-webkit-box-shadow: 0 0 3px rgba(0,0,0,.7);-moz-box-shadow: 0 0 3px rgba(0,0,0,.7);box-shadow: 0 0 3px rgba(0,0,0,.7);} #post_casuali img:hover{-moz-transform: scale(1.2) rotate(-350deg);-webkit-transform: scale(1.2) rotate(-350deg);-o-transform: scale(1.2) rotate(-350deg);-ms-transform: scale(1.2) rotate(-350deg);transform: scale(1.2) rotate(-350deg);-webkit-box-shadow: 0 0 20px rgba(255,0,0,.4), inset 0 0 20px rgba(255,255,255,1);-moz-box-shadow: 0 0 20px rgba(255,0,0,.4), inset 0 0 20px rgba(255,255,255,1);box-shadow: 0 0 20px rgba(255,0,0,.4), inset 0 0 20px rgba(255,255,255,1);}

I più letti di sempre

Google+ Badge

Ultimi commenti

ul.commenti_recenti { list-style: none; margin: 0; padding: 0; } .commenti_recenti li { background: none !important; margin: 0 0 6px !important; padding: 0 0 6px 0 !important; display: block; clear: both; overflow: hidden; list-style: none; } .commenti_recenti li .avatarImage { padding: 3px; background: #efefef; -webkit-box-shadow: 0 1px 1px #bbb; -moz-box-shadow: 0 1px 1px #bbb; box-shadow: 0 1px 1px #bbb; float: left; margin: 0 6px 0 0; position: relative; overflow: hidden; } .avatarRound { -webkit-border-radius: 100px; -moz-border-radius: 100px; border-radius: 100px; } .commenti_recenti li img { padding: 0px; position: relative; overflow: hidden; display: block; } .commenti_recenti li span { margin-top: 4px; color: #191919; display: block; font-size: 12px; font-weight :bold; font-style: italic; line-height: 1.4; }

INTRODUZIONE ALLA Nuova Medicina

INTRODUZIONE ALLA Nuova Medicina

"Ricomincio dai bambini" 5LB free BOOK - pdf

"Ricomincio dai bambini" 5LB free BOOK - pdf

DISPENSA 5LB - SIMONA CELLA - PDF

DISPENSA 5LB - SIMONA CELLA - PDF

5 Leggi Biologiche e Nuova Medicina - PDF

5 Leggi Biologiche e Nuova Medicina - PDF

OLTRE IL DOMINIO DELLA PAURA DELLA MALATTIA

OLTRE IL DOMINIO DELLA PAURA DELLA MALATTIA

la farsa della medicina convenzionale

la farsa della medicina convenzionale

5LB & VACCINI: QUELLO CHE NON CI HANNO MAI DETTO

5LB & VACCINI: QUELLO CHE NON CI HANNO MAI DETTO

5LB: VACCINO CONTRO LA PAURA

5LB: VACCINO CONTRO LA PAURA

Cura l'infertilità con la dieta

Cura l'infertilità con la dieta

Le 5LB ti aiutano a vivere non a guarire!

Le 5LB ti aiutano a vivere non a guarire!

gano i porti del Nord con mercati di destinazione delle merci collocati nel sud dell'Europa, e tra essi anche l'Italia e la Pianura Padana in particolare;
    la macroarea del Nord-ovest essendo funzionalmente collegata alle principali reti di comunicazione transeuropee costituisce un vero e proprio sistema di portualità e retroportualità e pertanto riveste un ruolo strategico nella movimentazione e distribuzione delle merci. In particolare, l'area è posta all'incrocio dei due corridoi TEN-T che collegano l'est e l'ovest (Corridoio Mediterraneo) nonché il nord ed il sud (Corridoio Reno Alpi) del continente europeo e intercetta anche il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo;
    entrambi i corridoi sono interessati da «tunnel di base» per l'attraversamento delle Alpi e degli Appennini e consentiranno il transito di treni a quote di pianura, a grande sagoma (AF-PC8o), di lunghezza minima di 75cm con possibilità di carico superiori alle 2000 Ton a locomotore singolo. Di tali corridoi, anelli principali appartenenti all'ambito territoriale di riferimento sono le opere costituite dal nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione (Corridoio mediterraneo) e dal terzo Valico dei Giovi (corridoio Reno-Alpi), ma il corridoio di direzione nord-sud ricomprende anche il sistema Gottardo – Ceneri realizzato dalla Svizzera;

omega costellazione automatica

montres numériques pour hommes
bedste mænd ure
kopio Longines

COMPRESSA-MENTE

Non puoi fare nessuna scelta se conosci solo una versione della realtà.

sabato 7 giugno 2014

IL CONCETTO DEL CAMPO TORSIONALE NELLA SCIENZA E NELLA RADIONICA RUSSA


I campi torsionali e la "Medicina Multidimensionale" della Puchkò
Il sistema dell’(auto)analisi e dell’(auto)guarigione che offre  la “Medicina multidimensionale” , metodo  messo a punto da L.G.Puchko e sviluppato nelle ulteriori studi russi,  è basato sull’uso delle proprietà uniche dei campi torsionali.   Anche l’uomo ne è la fonte. Che cosa dice a proposito la Puchkò? (“Medicina Multidimensionale”, Mosca, ed. ANS, 2008): -      Ecco perché   soltanto l’autoanalisi e l’autoguarigione radionica possono essere considerati assolutamente innocue.
A dire il vero, nei successivi studi (“Le Energie della Guarigione e la Formula dell’Appello”), è stato scoperto il modo per arginare questo fenomeno: si tratta della pulizia permanente e della protezione dei corpi non fisici dell’ operatore radionico. Queste tecniche richiedono studi ed impegno da parte dello studente, ma non sono impossibili da imparare e danno, soprattutto, degli ottimi risultati (dall’esperienza personale mia e di alcuni studenti della radionica “russa”) .
Ma vediamo più in dettaglio i concetto dei campi torsionali. La convinzione che tra ciò che succede sulla Terra e nel Cosmo ci fosse un legame è vecchia come il mondo.  Lo dicevano anche i grandi scienziati dell’antichità, molti dei quali avevano anche sperimentato gli effetti della coscienza allargata avendo avuto l’immediato accesso a certe verità nascoste. I limiti delle teorie odierne che spiegano la struttura dell’Universo fanno pensare ad alcune idee antiche. Così, l’idea che l’informazione possa essere trasmessa se non all’istante, per lo meno alla vel ocità che supera molte volte quella della luce, aveva generato le ipotesi circa l’esistenza dei campi   tachionici, leptonici, torsionali.   Il riconoscimento della sola irradiazione elettromagnetica non permetteva la spiegazione di molti   fenomeni osservabili.
Le caratteristiche dei campi torsionali Nel 1913 il fisico francese Eli Cartan   dimostrò per primo che il flusso di spazio e tempo possedeva in se stesso anche un movimento di rotazione o spiraleforme conosciuto come “torsione”. La teoria di Cartan però, non venne presa troppo sul serio, poiché venne fuori prima dell’epoca della fisica quantistica, durante un periodo in cui si credeva che particelle elementari come gli elettroni rotassero o girassero intorno al nucleo. Nel 1993 il fisico russo Gennadij Shipov   aveva provato teoricamente le idee di Cartan, nel   libro “La teoria del vacuum fisico”. Se i campi gravitazionali sono generati dalla massa, e i campi elettromagnetici dalla carica, i campi torsionali sono formati dallo spin. In meccanica quantistica lo spin (“giro vorticoso”, in inglese) è una grandezza, o numero quantico, associata alle particelle, che concorre a definire lo stato quantico. La teoria dei campi torsionali possiede alcune qualità che differiscono radicalmente dai dogmi della scienza odierna.   Per esempio:
  1. Sia l'energia sia l'impulso del campo torsionale sono pari allo zero;
  2. Il campo torsionale trasmette l'informazione senza smuovere l'energia;
  3. L'intensità dei campi torsionali non  dipende dalla distanza dalla fonte del campo; 
  4. I campi torsionali sono presenti in tutti gli ambienti naturali e non possono essere schermati;
  5. Le onde torsionali viaggiano alla velocità che supera non meno di 10*0 volta quella della Luce.
Il vacuum fisico si comporta, rispetto alle onde torsionali,   secondo le leggi dell’ologramma. Quando un oggetto viene fotografato,   la foto emulsione   evidenzia    sia il flusso elettromagnetico dell’oggetto   sia l’irradiazione torsionale che cambia l’orientamento “spin” degli atomi dell’emulsione. Questo fenomeno permette di sviluppare le tecnologie della ricerca dei   giacimenti non solo sulla Terra ma anche   sui corpi extraterrestri. E, dato che   i campi torsionali esistono anche senza   gli oggetti   che li avevano generato, si apre la possibilità   di condurre delle ricerche   retrospettive, nel passato di questi oggetti