Omega Tools | Contact Us omega co assiale

zcacvnlk. faire mná hublot
  • Contact us

Omega Tools Ltd

Mintsfeet Road

Mintsfeet Industrial Estate

Kendal

Cumbria

LA9 6LU

Tel: 01539 739733

Fax: 01539 795925

Email: sales@omegatools.co.uk

Get in touch

  • Google Map

omega co assiale

Cartier pasha
hublot watch price in india
длинный хронограф

 

 

 

 

Chimica organica

 

 

 

Chimica organica

Appunti, riassunti, nozioni di base, sintesi, schemi, brevi tesine, utili anche agli studenti delle scuole medie, scuole superiori e università

 

La chimica organica è quel ramo della chimica che studia i composti del carbonio e le loro possibili reazioni. Fino al 1850 molti chimici credevano che i composti inorganici dovessero provenire dal regno minerale mentre quelli organici da organismi viventi e che quest’ ultimi non potessero essere sintetizzati da sostanze inorganiche. Attualmente la divisione tra composti organici e inorganici è convenzionale perché i composti organici possono essere ottenuti in laboratorio.

 

Fonte: http://galilei2d.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/11/la-chimica-organica.doc

 

Chimica organica II

 

ALCHILAZIONE DI CARBONI NUCLEOFILI

 

Introduzione

I fattori cruciali che devono essere considerati per effettuare un’alchilazione sono:

1) Le condizioni per la generazione di un carbonio nucleofilo

2) L’effetto delle condizioni di reazione sulla struttura e reattività del nucleofilo

3) Regio e stereo selettività della reazione di alchilazione

4) Il ruolo dei solventi, dei controioni e degli altri componenti di reazione che possono influenzare il livello di reazioni collaterali.

 

1.1. Generazione di carbanioni per deprotonazione

 

La generazione di carboanioni per deprotonazione richiede una scelta di una appropriata base di Bronsted. L’equilibrio favorirà la formazione dei carboanioni solo quando l’acidità del carbone acido è maggiore di quella dell’acido coniugato della base usata per la deprotonazione. Siccome molti composti carbonilici sono poco acidi (Pka >15) misure accurate della loro acidità sono impossibili in acqua, di conseguenza vengono determinate in solventi organici, e riferite al Pka in modo apprassimativo (consultare tabella 1-1).
I valori di Pk in DMSO sono normalmente più grandi che in acqua perché l’acqua stabilizza gli anioni tramite legami idrogeno più di quanto possa fare il DMSO.
L’ordine dei sostituenti che stabilizzano i carboanioni è:

NO2 > COR > CN » CO2R > SO2R > Ph » SR > H > R

Per ottenere una completa conversione dei chetoni in enolati è necessario usare solventi aprotici, in modo che la deprotonazione del solvente non competa con la formazione dell’enolato.

Basi utilizzate:
NaNH2; base coniugata di MSO; anione trifenilmetile; LDA (litiodiisopropilammide); sali di Li, Na e K di esametildisilazono.

Solventi aprotici utilizzati:
Tetraidrofurano e dimetossi etano(DME)
Altra caratteristica fisica importante è il grado di aggregazione del carbonio, che può essere influenzato sia dal solvente che dal controione.

 

Vedi Schemi 1.1 e 1.2

 

 

 

1.2. Regioselettività e stereoselettività nella formazione dell’enolato

 

Un chetone dialchilico asimmetrico può formare due enolati regioisomeri per deprotonazione.

 

La composizione di una miscela di enolati può essere governata da fattori cinetici o termodinamici.
L’enolizzazione è governata da un controllo cinetico quando la deprotonazione è rapida, quantitativa e irreversibile.

E’ invece controllata  in modo termodinamico quando i due enolati A e B formati dallo stesso chetone asimmetrico, possono essere interconvertiti; si stabilisce un equilibrio e la composizione dei prodotti riflette la stabilità termodinamica degli enolati (si viene meglio a formare l’enolato più sostituito).

 

Il controllo cinetico si può avere usando una base molto forte come LDA o esametildisilammide in un solvente aprotico e in difetto di chetoni.
Il litio è un controione migliore del sodio e del potassio per la generazione regioselettiva di un enolato cinetico. Infatti il litio mantiene un legame migliore con l’ossigeno e riduce così il grado di scambio di protoni.
Solventi aprotici sono indispensabili, perché solventi protici permettono un equilibrio degli enolati dovuto a un giuoco di reversibilità protonazione-deprotonazione che da origine ad una composizione di enolati controllati termodinamicamente.
Le condizioni di controllo cinetico  di solito favoriscono l’enolato meno sostituito. Il motivo principale perché si ha questo risultato è perché la rimozione dell’idrogeno meno impedito e più veloce, per ragiono steriche. La rimozione del protone meno impedito conduce all’enolato meno sostituito.
I fattori sterici nella deprotonazione dei chetoni possono essere accentuate usando basi estremamente impedite. La base più largamente usata è lo ione di esametilammide, come sale di litio o di sodio. Altre basi più impedite possono essere usate per questo scopo.
In equilibrio l’enolato più sostituito di solito è la specie dominante. La stabilità del  doppio legame  C-C aumenta con l’aumento dei sostituenti, e quest’effetto porta alla  maggiore stabilità dell’enolato più sostituito.
I termini controllo cinetico e controllo termodinamico sono applicabili alle altre reazioni di formazione di enolati. Possiamo affermare che un reagente o un insieme di condizioni favorisce la “produzione termodinamica“. Questa frase intende che il funzionamento del meccanismo è tale che dopo la formazione i vari possibili prodotti sono all’equilibrio.Quando questo è vero, il prodotto dominante può essere predetto considerando la stabilità relativa dei vari prodotti. Se una reazione è regolata a basso “ controllo cinetico “, la predizione o l’interpretazione delle quantità relative dei prodotti devono essere fatte analizzando le velocità che concorrono alla formazione dei prodotti.
E’ anche possibile realizzare enantioselettività nella formazione dell’enolato usando basi chirali.

La deprotonazione sotto controllo cinetico di chetoni a,b-insaturi di solito accade preferibilmente al carbonio in alfa adiacente al gruppo carbonilico. L’effetto polare del gruppo carbonilico è probabilmente responsabile per la deprotonazione più veloce a questa posizione.

 

Sotto le condizioni del controllo termodinamico è l’enolato  corrispondente alla deprotonazione al carbonio gamma che è  presente in maggiore quantità.

 

Il I isomero di enolato si differenzia dal II perché è pienamente coniugato, infatti il sistema p  nel  II è croce-coniugato. Nell’isomero II, la delocalizzazione della carica negativa è ristretta all’ossigeno e al carbonio in alfa, mentre nel sistema coniugato del I, la carica negativa è delocalizzata sia sull’ossigeno e sul carbonio in alfa sia in quello gamma. 

 

1.3. Altri aspetti della generazione degli enolati

 

Il raggiungimento di condizioni sotto le quali i litio enolati sono stabili e non equilibrano con i regioisomeri, permette l’uso di altre reazioni in addizione all’eliminazione del protone. Ad esempio per generare enolati specifici.

Alcuni metodi sono mostrati nello Schema 1.4 .

Il cloruro del trimetilsilil metano è adoperato appunto per formare il trimetilsilil etere dell’enolo. In questo modo si può in caso di una miscela separare i diversi regioisomeri per via cromatografica (per i sali, e gli enolati di litio lo sono, sarebbe molto dispendiosa una separazione).
Questi composti una volta formati possono essere lavati (cleavage) tramite metil litio (esempi 1 e 3 schema 1.4 ) o sali di tetraalchilammonio fluoruro (esempio 2).
La forza che guida quest’ultima tecnica di lavaggio è la formazione di un legame molto forte Si-F (142 kcal/mol).

Il trimetil silil enol etere può essere preparato direttamente dai chetoni. Una procedura include la reazione con il trimetil silil cloruro ed un’ammina terziaria. In questo modo si può ottenere enol etere termodinamicamente più stabile.
La stessa cosa vale per il t-butildimetil silil cloruro con il potassio idruro come base. Il trimetilsilil trifluorometano solfonato, il quale è più reattivo, da principalmente il prodotto meno sostituito.
Alte rese di trimetilsililenoletere meno sostituito possono essere inoltre raggiunte adoperando in una miscela di chetone e trimetilsilil cloruro le condizioni adatte per un controllo cinetico (- 78°C e LDA come base). Il metodo si può ulteriormente raffinare utilizzando basi più ingombranti come la t-octil-t-butilammina.

Ancora un altro metodo per preparare trimetil silil enoleteri specifici può risultare la riduzione 1,4 di chetoni a-b insaturi usando silani come riducenti ed un complesso Pt – diviniltetrametildisilossano come catalizzante (esempio 7),   oppure Li e NH3 (esempio 6). Altri metodi verranno discussi più avanti.

 

1.4. Alchilazione degli enolati

L’alchilazione degli enolati è un processo sintetico molto importante. L’alchilazione di composti relativamente acidi come b-dichetoni, b-chetoesteri e esteri di acidi malonici può essere effettuata usando alcol come solventi e metalli alcossidi come basi.
La presenza di due gruppi sostituenti elettronattrattori facilita la formazione di un enolato risultante dalla rimozione di un protone dall’atomo di carbonio situato tra loro. L’alchilazione quindi va avanti con un processo SN2.

Alcune reazioni sono mostrate nello Schema 1.5 .

L’agente alchilante deve essere molto reattivo nei confronti del posizionamento della carica nucleofila.
Alogenuri primari o solfonati, specialmente l’allilico ed il benzilico, sono gli agenti alchilanti migliori.
Sistemi secondari reagiscono molto lentamente e spesso danno rese basse per reazioni competitive di eliminazione. Alogenuri terziari danno solo prodotti di eliminazione.
Il gruppo metilenico acido può essere dialchilato se l’agente alchilante e la base sono in quantità sufficienti.
La dialchilazione può essere però un aspetto indesiderato della reazione se si vuole ottenere un prodotto monoalchilato.

L’uso di dialogenoalcani come agenti alchilanti porta alla formazione di anelli (esempio 7), si ha quindi la sintesi di composti ciclici per alchilazione intramolecolare.

I carboni relativamente acidi come quelli degli esteri malonici e dei b-chetoesteri furono la prima classe di composti utilizzata per produrre carbanioni per il semplice fatto che essi deprotonano facilmente tramite l’uso di ioni alcossido (i quali sono agevolmente preparabili).

La preparazione dei 2-sostituiti b-chetoesteri (esempi 1,4 e 8 sch.1.5 ) e dei 2-sostituiti derivati dell’estere malonico (esempi 2 e 7) è utile anche per la sintesi di chetoni e di acidi carbossilici (vedi sintesi acetoacetica dei chetoni). Infatti, sia i b-chetoacidi sia gli acidi malonici vanno incontro a facile decarbossilazione.

I carbanioni malonato ed acetoacetato sono gli equivalenti sintetici di carbanioni sintetici privi dei sostituenti degli esteri.Nella preparazione del 2-eptanone (es. 1, sch. 1.5 e 1.6 ), l’etilacetoacetato funge da equivalente sintetico dell’acetone. E’ anche possibile usare il derivato dilitio dell’acido acetoacetico come equivalente sintetico dell’enolato acetone.
In questo caso la decarbossilazione può verificarsi direttamente sul prodotto di alchilazione.

L’uso dei b-chetoesteri e degli esteri malonici è stato largamente soppiantato dallo sviluppo di più nuove procedure basate sulla formazione selettiva di enolati. Queste procedure permettono la diretta alchilazione del chetone e degli enolati degli esteri evitando l’idrolisi e la decarbossilazione dei chetoesteri intermedi.
La maggior parte delle alchilazioni sono estrapolate dalla deprotonazione del chetone sotto controllo cinetico o termodinamico. Altri metodi di preparazione degli enolati sono stati già affrontati nella Sezione 1.3 e alcuni esempi dell’alchilazione degli enolati del chetone sono dati nello Schema 1.7 .
Un aspetto della reazione che è cruciale in molti casi è la stereoselettività. Lo step dell’alchilazione ha una preferenza stereoelettronica per l’approccio dell’elettrofilo perpendicolarmente al piano dell’enolato, in modo che gli elettroni coinvolti nella formazione del legame sono elettroni p.
L’elettrofilo attaccherà la meno ingombrata delle due facce, ed il livello di stereoselettività dipenderà solo dal differente ingombro sterico.
Ad esempio, il 4-t-butilcicloesanone potrà essere attaccato da un alchilante da entrambe le facce del piano dell’enolato, poiché l’opposizione sterica incontrata durante l’approccio dell’elettrofilo è minima.
Di conseguenza il rapporto fra i due steroisomeri alchilati sarà cis/trans = 1/1.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il prodotto cis si può formare con uno stato di transizione che ha una conformazione twist atta a raggiungere i requisiti per un controllo stereoelettronico. Il fatto che questo percorso non è sfavorito è coerente con l’altra prova che lo stato di transizione nell’alchilazione dell’enolato si raggiunge presto e riflette principalmente le caratteristiche di struttura del reagente, non del prodotto. Uno stato di transizione tardivo potrebbe sfavorire la formazione dell’isomero cis per l’energia di tensione associata alla conformazione non chair del prodotto.

L’introduzione di sostituenti alchilici al carbonio in a nell’enolato intensifica la steroselettività in qualche modo. Per minimizzare l’interazione sterica con l’ossigeno solvatato, il gruppo alchilico è distorto dalla coplanarità. Ciò previene l’enolato dall’attacco dell’elettrofilo dalla direzione assiale. L’approccio alternativo dalla faccia superiore aumenterebbe l’interazione sterica forzando il gruppo alchilico a eclissarsi con l’ossigeno dell’enolato.

Quando un metile addizionale è piazzato al C-3, c’è una forte preferenza per l’alchilazione anti al gruppo 3-metile. Questo può essere attribuito alla conformazione dell’enolato, che piazza il metile in una conformazione pseudoassiale a causa di una tensione allilica (vedi parte A sez. 3.3).
Il gruppo 3-metile quindi protegge la parte più bassa dell’enolato.

 

 

 

Se l’alchilazione è intramolecolare, le restrizioni addizionali di conformazione riguardo l’approccio dell’elettrofilo sull’enolato diventano importanti.

 

 

 

 

I principi generali che regolano gli stadi di energia della chiusura intramolecolare per formare una struttura ciclica sono stati riassunti da Baldwin ( vedi Parte A, Sez. 3.9 ).
Lo stato di transizione deve avere una geometria tale da permettere l’interazione degli orbitali p dell’enolato, in modo da raggiungere approssimativamente un allineamento con il gruppo uscente.
L’alchilazione probabilmente procede attraverso uno stato di transizione J. Lo stato di transizione K per la formazione dell’anello a giunzione trans sarebbe maggiormente teso per la necessità di attraversare la faccia opposta del sistema p dell’enolato.
Ricapitolando i maggiori fattori che contribuiscono alla stereoselettività dell’alchilazione dell’enolato sono:

 

 

In presenza di basi sufficientemente forti, come un alchil litio, sodio alchile, potassio idruro, sodio o potassio amide, o LDA, i composti 1-3 dicarbonilici possono essere convertiti nei loro dianioni attraverso due deprotonazioni sequenziali.

 

 

 

 

E’ importante e da tener presente che:
le reazioni di alchilazione dei dianioni avvengono sul carbonio più basico e non sul metilene attivato che si trova fra i due carbonili (come avveniva nell’alchilazione del mono-enolato).

Quindi secondo la forza e la quantità della base si possono ottenere composti 1-3 dicarbonilici alchilati sul metilene attivato o sul carbonio meno acido.
Una serie di esempi sono mostrati nello Schema 1.8 .

 

Il tasso di alchilazione degli ioni enolati è fortemente dipendente dal solvente nel quale la reazione è portata avanti.
DMSO e N,N-dimetilformammide (DMF) sono particolarmente effettivi nell’incoraggiare la reattività degli ioni enolato.
Questi due composti appartengono alla classe dei solventi polari aprotici. Altri membri di questa classe sono  l’N-metilpirrolidone (NMP) e la esametil triammide fosforica (HMPA).

 

I solventi polari aprotici sono composti che hanno un’alta costante dielettrica ma che mancano di gruppi idrossilici o altri gruppi con legami a idrogeno. Possiedono inoltre un’alta abilità nel coordinare i cationi metallici, in modo che loro possano solvatare e dissociare gli enolati ed altri carbanioni da coppie ioniche e gruppi.

Il più alto livello di reattività, il quale può essere avvicinato ma non raggiunto in soluzione, è quello del “nudo” anione enolato desolvatato.
Per una coppia ionica enolato-ione metallico in soluzione, la massima reattività la si potrebbe aspettare in un intermedio nel quale il catione sia prevalentemente solvatato rispetto all’anione enolato che invece deve essere il meno solvatato possibile.

 

 

 

I solventi polari aprotici sono buoni solvatatori di cationi e scarsi solvatatori di anioni.
Ciò è assimilabile al fatto che ciascuno di essi ha un O polarizzato negativamente, avviabile per la coordinazione al catione metallo-alcalino.

 

 

 

Perciò questi solventi danno un intermedio nel quale la coppia ionica metallo-enolato viene dissociata per dare un anione enolato meno ingombrato e più reattivo.

 

 

 

I solventi polari protici possiedono anch’essi un’abilità pronunciata di separare le coppie ioniche ma sono meno favoriti come solventi per l’alchilazione degli enolati perché loro coordinano insieme sia lo ione metallico, sia lo ione enolato.
Avviene così la solvatazione dell’anione enolato mediante legami a idrogeno. L’anione enolato solvatato può reagire così in tutt’altro modo e determinare una O-alchilazione al posto di una C-alchilazione.

 

 

Il THF e il DME sono solventi leggermente polari e sono dei moderati solvatatori di cationi.
La coordinazione al catione metallico coinvolge la coppia solitaria dell’atomo di O.
Questi solventi, per la loro bassa costante dielettrica, sono meno effettivi nel separare le coppie ioniche o gli aggregati rispetto ai solventi polari aprotici.
Le strutture cristalline del litio e potassio enolato del metil t-butil chetone sono state determinate grazie alla cristallografia a raggi X e sono rappresentate nelle figure (per questo motivo si parla di “aggregati”).

La figura rappresenta lo stato solido, invece aggregati esamerici costituiscono una buona indicazione della natura degli enolati in solventi debolmente coordinanti.
Nonostante tutto, il THF ed il DME sono i solventi più comunemente utilizzati per alchilazioni di enolati.



Essi inoltre sono i solventi maggiormente consigliati per una generazione di enolati che devono essere alchilati sotto controllo cinetico e presentano dei vantaggi nelle fasi della purificazione e del “workup” sui prodotti rispetto ai solventi polari aprotici. La reattività degli enolati in questi solventi può essere rafforzata aggiungendo un reagente che può legare i cationi metallo-alcalini con più forza.
Esempi di questi reagenti sono il tetrametiletilendiammina (TMEDA) e gli eteri ciclici.

La reattività degli enolati è anche influenzata dal tipo di controione adoperato nella base.

Tra gli ioni più comunemente usati l’ordine di reattività è:
Mg2+ < Li+ < Na+ < K+

 

Il motivo di quest’ordine di reattività è riconducibile alle caratteristiche dei solventi. I cationi più piccoli e con una carica più densa, Mg2+ e Li+, sono maggiormente associati all’enolato rispetto agli ioni Na+ e K+.

 

 

Gli anioni enolati sono nucleofili ambidentati. L’alchilazione di un enolato può avvenire sia al carbonio che all’ossigeno. Considerando che la carica negativa dovrebbe risiedere sull’O, la O-alchilazione dovrebbe essere dominante. E’ possibile però stabilire delle condizioni di reazione tali  da favorire l’alchilazione sul carbonio.

 

 

 

La O-alchilazione è più pronunciata quando l’enolato è dissociato. Quindi essa è comandata sia dalla natura del solvente, che da quella del controione.
Nel momento in cui il sale potassico del etil acetoacetato è trattato con dietil solfato nel solvente polare aprotico HMPA, il prodotto maggiore  (83%) è l’O-alchilato.
Nel THF, dove avviene l’aggruppamento degli ioni, tutto il prodotto è C-alchilato. Nel t-butanolo, dove l’anione acetoacetato è legato con un ponte a idrogeno dal solvente, si osserva ancora la C-alchilazione.

 

 

 

 

 

 

Rapporti più alti della C/O alchilazione sono osservati con gli alogenuri alchilici, piuttosto che con i solfonati ed i solfati. Il più alto fra questi è quello osservato per lo ioduro alchilico. Per l’etilazione del sale potassico dell’etile acetoacetato nell’HMPA, vengono ottenute le composizioni del prodotto mostrate sotto.


 

Gli effetti del gruppo uscente sul rapporto C/O alchilazione può essere correlato dalla corrispondenza
hard-soft-acid-base”. Dei due siti nucleofili di uno ione enolato, l’O è più “hard” del C.

Le reazioni di sostituzione nucleofila di tipo SN2 procedono meglio quando sia il nucleofilo che il gruppo uscente sono entrambi o hard o soft.

Di conseguenza, lo ioduro d’etile, con il gruppo uscente molto soft quale lo iodio, da l’alchilazione al carbonio piuttosto che all’ossigeno.
D’altra parte, gruppi uscenti con l’O, come i solfonati o i solfati , sono gruppi hard e quindi l’alchilazione si ha una O-alchilazione.
La combinazione hard-hard è anche favorita da uno stato di transizione precoce, dove la distribuzione di cariche è un fattore molto importante.
La combinazione soft-soft invece è favorita da un tardo stato di transizione, dove la parziale formazione del legame è il fattore dominante.

In definitiva il prodotto della C-alchilazione è più stabile di quello della O-alchilazione poiché l’energia di legame di C=O + C-C è maggiore dell’energia di legame C=C + C-O.
Perciò le condizioni che favoriscono un dissociato, e più reattivo enolato, favoriscono la O-alchilazione.

Per riassumere:            la resa per la O-alchilazione è massima dall’uso di solfati alchilici o solfati arilici in un solvente polare aprotico;
la resa per la C-alchilazione è massima se si usa un alogenuro alchilico in un solvente meno polare o protico.

L’alchilazione intramolecolare degli enolati conduce alla formazione di prodotti ciclici.
In addizione agli altri fattori che governano l’equilibrio C/O nelle rese dell’alchilazione, l’elemento del controllo stereoelettronico gioca un ruolo importante in casi del genere.

Per far si che la C-alchilazione possa avvenire, l’orbitale p del carbonio in a deve essere allineato con il legame C-Br nella geometria lineare associata con lo stato di transizione SN2. Quando l’anello da chiudere è a sei membri, questa geometria è accessibile, e la ciclizzazione a cicloesanone si realizza. Con anelli a cinque membri, l’allineamento non può essere raggiunto facilmente.
La ciclizzazione all’O avviene quindi più facilmente della formazione del ciclopentanone. Lo stato di transizione per la O-alchilazione coinvolge un orbitale dell’O con una coppia solitaria di elettroni (lone-pair orbital) e porta ad una minore tensione rispetto allo stato di transizione della C-alchilazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Negli enolati formati dall’eliminazione di un protone nei chetoni a-b insaturi, ci sono tre siti potenzialmente adatti per un’alchilazione o per una protonazione: l’O, l’a-C ed il g-C. Il sito preferito cineticamente è l’a-C.

La protonazione degli enolati è un utile metodo per trasformare composti a-b insaturi (chetoni, esteri) nei corrispettivi e meno stabili b-g insaturi.

 

Un caso interessante da analizzare è quello degli ioni fenossido; essi danno solitamente la O-alchilazione poiché la C-alchilazione dovrebbe rompere la coniugazione aromatica dell’anello benzenico.

 

Tuttavia in solventi che possono stabilire con l’O dei legami idrogeno molto forti, si possono misurare alte rese di C-alchilazione.

 

 

 

 

 

Fonte:http://digilander.libero.it/ctfonline/appunti/file/organica2.doc

 

Chimica organica

CHIMICA ORGANICA : è la chimica dei composti del carbonio,
 (eccetto l’ossido di carbonio, l’anidride carbonica, l’acido carbonico e  i carbonati)

I più semplici composti organici sono gli idrocarburi, composti di carbonio e idrogeno;
tra loro quello a molecola più piccola è il metano, CH4 , il gas che si usa in cucina;
la benzina è una miscela di idrocarburi.
I legami tra carbonio e carbonio possono essere singoli, doppi o tripli.
Se una molecola contiene solo legami singoli C-C, è detta satura (di idrogeno);
se contiene anche un solo legame doppio o triplo è detta insatura;
le sostanze insature possono addizionare idrogeno (idrogenazione), rompendo i legami multipli, e diventare così sature; ad esempio, dall’idrogenazione di oli vegetali (insaturi) si può ottenere la margarina.
Lo “scheletro carbonioso” può essere una catena più o meno lunga, lineare o ramificata, o una struttura ciclica, cioè chiusa ad anello.
Un anello particolare è quello dei composti aromatici: è esagonale, con legami singoli e doppi alternati; si trova nel benzene ( un idrocarburo aromatico con molecola esagonale molto stabile, cancerogeno), ma anche nella naftalina,  nell’acido acetil salicilico (è il principio attivo dell’Aspirina), e nell’adrenalina.
A volte ad una stessa formula bruta possono corrispondere due o più  formule di struttura diverse; i composti che hanno la stessa formula bruta ma diverse formule di struttura vengono detti isomeri.

 

Le proprietà delle varie classi di composti organici sono determinate dai GRUPPI FUNZIONALI: si tratta di piccoli raggruppamenti di atomi che sono in grado di conferire un particolare comportamento chimico ad una molecola.
I principali sono riassunti nello schema sottostante, insieme ad altri esempi di composti organici.


  1. –OH   gruppo ossidrile:
    è polare, idrofilo, può formare legami idrogeno.
    Si trova nei seguenti gruppi di sostanze:
    alcoli, come l’alcol metilico o metanolo CH3OH, sostanza molto tossica, usato come combustibile  e solvente, l’ alcol etilico o etanolo CH3CH2OH, meno tossico del precedente, contenuto nel vino, nella birra, nei superalcolici, e utilizzato anche per disinfettare (alcol denaturato) o come solvente.
    zuccheri (es: glucosio C6H12O6)
  2. - COOH gruppo carbossilico:
    è polare, si comporta da acido debole (tende a perdere H+)
    Si trova, ad esempio, nei seguenti gruppi di sostanze:
    acidi carbossilici come l’acido formico HCOOH, l’acido acetico CH3COOH, l’acido lattico CH3CHOHCOOH
    acidi grassi , composti da catena carboniosa lineare contenente da 4 a 24 atomi di Carbonio (generalmente i C sono in numero pari), come l’acido laurico, palmitico, stearico (saturi), o l’acido oleico, linoleico, arachidonico, gli omega 3 (insaturi).
    amminoacidi.
  3. -NH2  gruppo amminico:
    è polare, si comporta da base debole (accetta protoni);
    si trova, ad esempio, negli amminoacidi e nell’urea
  4. =CO gruppo carbonilico
    è polare;
    Si trova, ad esempio, nei seguenti gruppi di sostanze:
    aldeidi  (in cui si può trovare solo all’inizio o alla fine della molecola), come la formaldeide CH2O, l’acetaldeide, e i costituenti degli oli essenziali di lavanda, citronella, eucalipto.
    chetoni (in cui non si trova mai in posizione iniziale o terminale), come l’acetone CH3COCH3, e la canfora, sostanze piuttosto volatili spesso usate come aromi artificiali, in profumeria o come solventi
    zuccheri.
  5. -CH3 gruppo metilico:
    è apolare, idrofobo
  6. gruppo fosfato
    è polare,  acido (deriva dall’acido fosforico H3PO4)
    Si trova, ad esempio, nei seguenti gruppi di sostanze:
    nucleotidi e derivati, come DNA, RNA, ATP
    fosfolipidi

fonte: http://digilander.libero.it/bionote2008/organica.doc

 

Chimica organica

GLOSSARIO DI CHIMICA ORGANICA

 


Acetale: Composto organico in cui ad uno stesso atomo di carbonio sono legati due gruppi alcossile o due gruppi fenossile o un alcossile e un fenossile

Achirale: Privo di chiralità; una molecola è achirale se possiede un piano di simmetria e quindi è sovrapponibile alla propria immagine speculare

Acido carbossilico: Composto organico contenente il gruppo funzionale -COOH

Acido coniugato: Prodotto risultante dalla protonazione di una base di Brønsted-Lowry

Acido di Arrhenius: Sostanza che si ionizza in soluzione acquosa liberando idrogenioni H +

Acido di Brønsted-Lowry: Sostanza in grado di donare uno ione idrogeno ad una base

Acido di Lewis: Sostanza con un orbitale vuoto a bassa energia che può accettare una coppia di elettroni da una base per formare un nuovo legame covalente

Acido solfonico: a cido organico che ha la struttura generale RSO 3 H o ArSO 3 H

Acilazione di Friedel-Crafts    Reazione di sostituzione elettrofila aromatica che introduce un gruppo acilico nell’anello aromatico; si effettua su un substrato aromatico mediante un alogenuro acilico (o un’anidride) usando un acido di Lewis come catalizzatore

Addizione 1,2: Addizione di un reagente alle due estremità di un doppio legame

Addizione 1,4: Addizione di un reagente alle estremità di un sistema p coniugato; i dieni coniugati danno addotti 1,4 se trattati con elettrofili come HCl. I composti carbonilici a-b insaturi danno addotti 1,4 se trattati con nuclofili come lo ione cianuro

Addizione anti: Addizione di atomi o gruppi di atomi che avviene dal lato o dalla faccia opposta di un legame p . Nei sistemi ciclici l’addizione anti è equivalente ad un’addizione trans.

Addizione coniugata: Addizione di un nucleofilo all’atomo di carbonio b di un composto carbonilico a-b insaturo

Addizione elettrofila: r eazione di addizione in cui il primo stadio del meccanismo implica un’addizione del termine elettrofilo del reagente a un doppio legame carbonio-carbonio

Addizione nucleofila: Reazione tipica dei sistemi carbonilici in cui un nucleofilo attacca il carbonio del C=O aprendo il doppio legame e all’ossigeno si lega un idrogenione

Addizione sin: Addizione di atomi o di gruppi di atomi allo stesso lato od alla stessa faccia di un legame p

Alcano : Idrocarburo alifatico avente solo legami C-H e C-C di tipo s

Alcano a catena ramificata: Alcano contenente uno o più sostituenti alchilici legati alla catena carboniosa principale

Alcano normale: Alcano a catena lineare, opposto di un alcano ramificato

Alchene: Idrocarburo contenente un doppio legame C=C

Alchene disostituito: Alchene caratterizzato da due gruppi alchilici e due idrogeni legati ai carboni del doppio legame

Alchene interno: Alchene che possiede almeno un atomo di carbonio legato a ciascun atomo del doppio legame

Alchene monosostituito: Alchene che contiene un solo gruppo alchilico e tre atomi di idrogeno legati ai due atomi di carbonio che formano il doppio legame

Alchene terminale: Alchene in cui il doppio legame si trova all’estremità della catena degli atomi di carbonio

Alchene tetrasostituito: Alchene che contiene quattro gruppi alchilici e nessun atomo di idrogeno legato agli atomi di carbonio del doppio legame

Alchene trisostituito: Alchene che contiene tre gruppi alchilici e un atomo di idrogeno direttamente legati ai carboni del doppio legame

Alchilazione: Reazione che trasferisce un gruppo alchilico da un atomo ad un altro; alchilazione di Friedel-Craft di anelli aromatici, alchilazione di un’ammina, sintesi di Williamson di eteri ecc.

Alchino: Idrocarburo che contiene un triplo legame C≡C

Alchino interno: Un alchino che ha un atomo di carbonio legato a ciascuna estremità del triplo legame

Alchino terminale: Alchino in cui il triplo legame si trova all’estremità della catena degli atomi di carbonio

Alcool: Composto organico che contiene un gruppo ossidrile (OH) legato ad un atomo di carbonio ibridato sp 3

Alcool primario: Alcool, avente la struttura generale RCH 2 OH, nel quale l’atomo di carbonio legato al gruppo ossidrile è legato a un solo atomo di carbonio

Alcool secondario: Alcool, avente la struttura generale R 2 CHOH, nel quale l’atomo di carbonio legato al gruppo ossidrile è legato a due atomi di carbonio

Alcool terziario: Alcool, avente la struttura generale R 3 COH, nel quale l’atomo di carbonio legato al gruppo ossidrile è legato a tre atomi di carbonio

Alcossido: Anione all’ossigeno, nucleofilo e basico, formato dalla deprotonazione di un alcool con una base. Gli alcossidi hanno la struttura RO -

Aldeide: Composto organico contenente un gruppo carbonilico con un atomo di idrogeno legato all’atomo di carbonio carbonilico (H-C=O)

Aliciclico: Idrocarburo alifatico ciclico, come un cicloalcano o un cicloalchene

Alifatico: Composto, o parte di un composto, in cui compaiono legami carbonio-carbonio di tipo s e p (alcani, alcheni o alchini), ma non gruppi aromatici

Allile: Sostituente avente la struttura –CH 2 -CH=CH 2

Allilico: Termine usato per indicare la posizione successiva ad un doppio legame carbonio-carbonio. L’atomo di carbonio legato a quello di un doppio legame carbonio-carbonio è un atomo di carbonio allilico e un sostituente legato ad un carbonio allilico è un sostituente allilico

Alogenazione: Reazione di un composto organico con alogeni

Alogenuro acilico: Composto avente formula generale RCOX dove R è un gruppo alchilico o acrilico e X è un alogeno

Alogenuro alchilico: Molecola organica contenente un atomo di alogeno legato a un atomo di carbonio ibridato sp 3

Alogenuro alchilico primario: Alogenuro alchilico avente la struttura generale RCH 2 X, nel quale l’atomo di carbonio legato all’alogeno è legato a un solo atomo di carbonio

Alogenuro alchilico secondario: Alogenuro alchilico avente la struttura generale R 2 CHX, nel quale l’atomo di carbonio legato all’alogeno è legato a due atomi di carbonio

Alogenuro alchilico terziario: Alogenuro alchilico avente la struttura generale R 3 CX, nel quale l’atomo di carbonio legato all’alogeno è legato a tre atomi di carbonio

Alogenuro allilico: Molecola organica contenente un atomo di alogeno legato al carbonio adiacente a un doppio legame carbonio-carbonio

Alogenuro arilico: Molecola organica contenente un atomo di alogeno legato a un anello aromatico

Alogenuro benzilico: Composto aromatico con un atomo di alogeno legato a un atomo di carbonio che è a sua volta legato all’anello benzenico

Alogenuro vinilico: Molecola contenente un atomo di alogeno legato a un carbonio ibridato sp 2 di un doppio legame

Aloidrina: Composto caratterizzato da un gruppo ossidrilico e un atomo di alogeno su due atomi di carbonio adiacenti

Ammide: Classe di composti organici contenenti il gruppo funzionale O=CNR 2 , dove gli R possono essere idrogeno, gruppi alchilici o acrilici o una loro combinazione

Ammide primaria: Un’ammide nella quale l’atomo di azoto legato al carbonio carbonilico ha legati due atomi di idrogeno (RCONH 2 )

Ammide secondaria: Un’ammide nella quale l’atomo di azoto legato al carbonio carbonilico ha legati un atomo di idrogeno e un gruppo alchilico o arilico (RCONHR)

Ammide terziaria: Un’ammide nella quale l’atomo di azoto legato al carbonio carbonilico ha legati due gruppi alchilici o arilici o una loro combinazione (RCONR 2 )

Ammina: Composto contenente uno o più sostituenti organici legati a un atomo di azoto, RNH 2 , R 2 NH o R 3 N. Un’ammina possiede un doppietto di non-legame sull’azoto

Ammina primaria: Ammina contenente un atomo di azoto legato a un gruppo R e a due atomi di idrogeno (RNH 2 )

Ammina secondaria: Ammina contenente un atomo di azoto legato a due gruppi R e a un atomo di idrogeno (R 2 NH)

Ammina terziaria: Ammina contenente un atomo di azoto legato a tre gruppi R (R 3 N)

Amminazione riduttiva: Formazione di un’immina da un’aldeide o un chetone seguita dalla sua riduzione ad ammina

Ammino (gruppo): Sostituente contenente azoto avente la struttura –NH 2

Anelli fusi: Un sistema biciclico o policiclico in cui due o più anelli condividono un legame tra due atomi adiacenti

Anfotero: Capace di agire sia da acido sia da base

Angolo diedro: L’angolo creato da due piani che si intersecano

Angolo di legame: Angolo formato da due legami adiacenti

Anidride: Composto organico caratterizzato da due gruppi carbonilici uniti da un atomo di ossigeno

Anidride mista: Anidride che ha due gruppi alchilici o arilici diversi legati ai due carboni carbonilici

Anidride simmetrica: Anidride che ha due gruppi alchilici o arilici uguali legati ai due carboni carbonilici

Anione: Ione carico negativamente ottenuto da un atomo neutro quando acquista un elettrone

Anione acetiluro                : Anione nucleofilo formato mediante trattamento di un alchino terminale con una base forte (R‑C≡C - )

Anione carbossilato: Anione avente la struttura generale RCOO - , originato dalla deprotonazione di un acido carbossilico con una base di Brønsted-Lowry

Anione enolato: Anione con carica delocalizzata che si ottiene per rimozione di un idrogenione da un enolo o dal composto carbonilico in equilibrio con l’enolo

Anione solfonato: Anione avente la struttura generale RSO 3 - , formato dalla deprotonazione di un acido solfonico per azione di una base di Brønsted-Lowry

Antiossidante: Composto che impedisce una reazione di ossidazione

Arene: Benzene alchil-sostituito

Arilammina: Composto aromatico ammino-sostituito (ArNH 2 )

Arile: Sostituente che si ottiene dalla rimozione formale di un idrogeno da un anello aromatico

Aromaticità: Caratteristica speciale di alcune molecole che sono planari, cicliche, posseggono una nube circolare ininterrotta di elettroni p sopra e sotto il piano della molecola, contenente 4n+2 elettroni, e che danno più facilmente reazioni di sostituzione che di addizione

Attacco da retro: L’avvicinarsi del gruppo entrante dalla parte opposta rispetto al gruppo uscente

Attacco frontale: Attacco del gruppo entrante dalla stessa parte del gruppo uscente

Attività ottica: Proprietà di quelle sostanze che fanno ruotare il piano di vibrazione della luce polarizzata

Azocomposto: Composto di struttura generale R-N=N-R

Base coniugata: Anione risultante dalla deprotonazione di un acido di Brønsted-Lowry

Base di Arrhenius: Sostanza che si ionizza in soluzione acquosa liberando ossidrilioni OH -

Base di Brønsted-Lowry: Un composto in grado di accettare protoni. Una base di Brønsted-Lowry deve essere in grado di formare un legame con un protone.

Base di Lewis: Una specie che dona una coppia di elettroni ad un acido; la coppia di elettroni non viene rimossa, ma condivisa con un altro atomo per formare il legame covalente

Base di Schiff: Un composto organico di struttura generale R 2 C=NR’, viene chiamata anche immina

 

Benzile: Sostituente contenente l’anello benzenico legato al gruppo CH 2 (C 6 H 5 CH 2 -)

Benzilico: Termine che indica un atomo di carbonio legato a un anello benzenico

Benzoile: Sostituente avente la struttura –COC 6 H 5

Bis-ossidrilazione: Reazione di ossidazione in cui due gruppi ossidrilici sono aggiunti a un doppio legame per formare un 1,2-diolo o glicol

Bis-ossidrilazione anti: Reazione di ossidazione che implica l’addizione di due gruppi ossidrilici da facce opposte di un doppio legame

Bis-ossidrilazione sin: Reazione di ossidazione che implica l’addizione di due gruppi ossidrilici dalla stessa faccia di un doppio legame

Bontà di un gruppo uscente: Misura di quanto facilmente un gruppo uscente (Z) può accettare il doppietto elettronico del legame C-Z durante una reazione di sostituzione o di eliminazione

Bromidrina: Composto caratterizzato da un atomo di bromo e un gruppo ossidrilico su atomi di carbonio adiacenti

Bromurazione: introduzione di uno o più atomi di bromo nella molecola di un composto chimico

Cahn-Ingold-Prelog: Studiosi che hanno elaborato il sistema di nomenclatura per designare un centro stereogenico come R o S a seconda della disposizione tridimensionale dei quattro gruppi ad esso legati

Calore di idrogenazione: Quantità di calore ( D H °) o entalpia rilasciata quando un doppio legame C=C viene idrogenato

Calore di combustione : Quantità di calore ( D H °) svolto da una mole di un composto quando reagisce con ossigeno e gli atomi che lo costituiscono si trasformano nei rispettivi ossidi

Calore di reazione: Energia assorbita o rilasciata in una reazione; è chiamata anche variazione di entalpia ( D H °)

Carbanione: Specie ionica contenente un atomo di carbonio trivalente e carico negativamente (R 3 C: - ).

Carbinolammina: Intermedio instabile avente un gruppo ossidrilico e un gruppo amminico sullo stesso atomo di carbonio [R 2 C(OH)NH 2 ]. La carbinolammina si forma durante la reazione di addizione di un’ammina a un gruppo carbonilico

Carbocatione: Gruppo di atomi contenente un carbonio con soli sei elettroni, quindi con una carica positiva (R 3 C + )

Carbocatione allilico: Carbocatione che ha la carica positiva su un atomo adiacente a un doppio legame C=C. Un carbocatione allilico è stabilizzato per risonanza

Carbocatione primario: Carbocatione nel quale la carica positiva si trova su un carbonio a sua volta legato ad un solo atomo di carbonio ( Es. RCH 2 + )

Carbocatione secondario: Carbocatione nel quale la carica positiva si trova su un carbonio a sua volta legato a due atomi di carbonio ( Es.  R 2 CH + )

Carbocatione terziario: Carbocatione nel quale la carica positiva si trova su un carbonio a sua volta legato a tre atomi di carbonio ( Es.  R 3 C + )

Carbonile: Gruppo funzionale che contiene un doppio legame carbonio-ossigeno (C=O)

Carbonio a : Carbonio adiacente a un gruppo funzionale. Per esempio: i n una reazione di eliminazione, il carbonio che è legato al gruppo uscente; in un composto carbonilico, il carbonio che è legato al carbonio carbonilico

Carbonio allilico: Atomo di carbonio adiacente all’atomo di carbonio di un doppio legame C=C

Carbonio asimmetrico: Atomo di carbonio che lega quattro gruppi differenti

Carbonio b : Carbonio successivo a quello adiacente a un gruppo funzionale. Per esempio: in una reazione di eliminazione, il carbonio adiacente al carbonio che è legato al gruppo uscente; in un composto carbonilico, il carbonio che è distante due atomi di carbonio dal carbonio carbonilico

Carbonio primario: In una molecola, un atomo di carbonio legato a un altro atomo di carbonio e a tre atomi di idrogeno

Carbonio secondario: In una molecola, un atomo di carbonio legato a due atomi di carbonio e a due atomi di idrogeno

Carbonio quaternario: In una molecola, un atomo di carbonio legato a quattro atomi di carbonio

Carbonio terziario: In una molecola, un atomo di carbonio legato a tre atomi di carbonio e a un atomo di idrogeno

Carbossile: Gruppo funzionale organico avente la struttura ‑COOH

Catalizzatore: Sostanza che accelera la velocità di una reazione chimica e che può essere recuperata praticamente inalterata alla fine della reazione

Catalizzatore di Lindlar: Catalizzatore per l’idrogenazione catalitica di un alchino ad alchene cis. Il catalizzatore di Lindlar è Pd assorbito su CaCO 3 contenente acetato di piombo (II) e chinolina

Catione: Ione carico positivamente che ha origine da un atomo neutro quando esso perde uno o più elettroni

Centro chirale: Atomo di carbonio al quale sono legati quattro gruppi diversi

b -Chetoestere: Composto organico contenente un carbonile chetonico sul carbonio b rispetto al carbonile dell’estere

Chetone: Composto organico avente un carbonile con due gruppi alchilici e/o arilici legati al carbonio carbonilico

Chimica Organica: Branca della chimica che studia i composti del carbonio

Chirale: Avente la proprietà di non essere sovrapponibile alla propria immagine speculare

Cianidrina: Gruppo funzionale avente un gruppo ossidrile ‑OH e un gruppo ciano ‑CN sullo stesso atomo di carbonio. Si ottiene dall’addizione di HCN al carbonile di un’aldeide o un chetone

Cianuro: Anione nucleofilo avente la struttura - C≡N

Ciclo-: Prefisso utilizzato nella nomenclatura IUPAC per indicare una struttura ciclica

Cicloalcano: Idrocarburo i cui gli atomi di carbonio formano uno o più anelli.

Cicloesano a barca: Conformazione del cicloesano rassomigliante a una barca. Il cicloesano a barca non ha tensione angolare, ma possiede un gran numero di interazioni eclissanti che lo rendono meno stabile del cicloesano a sedia

Cicloesano a sedia: Conformazione del cicloesano che rassomiglia a una sedia. è la conformazione a più bassa energia della molecola

Cinetica chimica: Ramo della chimica che studia la velocità di reazione, in particolare il rapporto tra velocità e concentrazione

Cinetica del primo ordine: Si ha quando la velocità della reazione dipende dalla concentrazione di uno solo dei reagenti

Cinetica del secondo ordine: Si ha quando la velocità della reazione dipende dalla concentrazione di due reagenti

Cis: Prefisso che indica che in un anello o in un doppio legame carbonio-carbonio bisostituiti i due sostituenti sono dalla stessa parte

Cloridrina: Composto avente un atomo di cloro e un gruppo ossidrilico su atomi di carbonio adiacenti

Clorurazione: Reazione di un composto organico con Cl 2

Cloruro acilico: Composto caratterizzato dal gruppo funzionale -COCl

Combustione: Reazione di ossido-riduzione nella quale un alcano o un altro composto organico reagisce con l’ossigeno per formare anidride carbonica, acqua e liberando energia sotto forma di calore

Composto alifatico: Termine usato per indicare idrocarburi non aromatici (alcani, alcheni ed alchini) ed i loro derivati

Composto aromatico policiclico: Composto con due o più anelli aromatici benzenoidi fusi assieme

Composto carbonilico a-b insaturo: Composto contenente un doppio legame C=C e un doppio legame C=O separati da un solo legame semplice, quindi coniugati

Composto b -idrossicarbonilico: Composto organico caratterizzato da un gruppo ossidrile sul carbonio in b rispetto al gruppo carbonilico

Composto insaturo:

ATTI DI INDIRIZZO

Mozione:

   La Camera,
   premesso che:
    la legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, all'articolo 10 prevede una delega legislativa per la riforma dell'organizzazione, delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, anche mediante la modifica e riordino delle disposizioni legislative che attualmente regolano la materia;
    al riguardo, il comma 1 individua i principi e criteri direttivi per l'adozione, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge (quindi entro il 28 agosto 2016) di un decreto legislativo da parte del Governo, tra cui la determinazione del diritto annuale a carico delle imprese, tenuto conto della sua riduzione, disposta dall'articolo 28 del decreto-legge n. 90 del 2014;
    il citato articolo 28 del decreto-legge n. 90 del 2014 prevede espressamente che nelle more del riordino del sistema delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, l'importo del diritto annuale di cui all'articolo 18, come determinato per l'anno 2014, è ridotto, per l'anno 2015, del 35 per cento, per l'anno 2016, del 40 per cento e, a decorrere dall'anno 2017, del 50 per cento;
    il diritto annuale costituisce un'entrata di scopo attraverso la cui definizione e finalizzazione per via legislativa si assicura la dotazione finanziaria necessaria all'espletamento delle funzioni demandate al sistema camerale;
    l'applicazione di una riduzione del suddetto diritto annuale può produrre rilevantissime ricadute sulla tenuta occupazionale degli enti del sistema camerale se non accompagnata da un sostenibile processo di rivisitazione ed efficientamento del modello organizzativo del sistema camerale, che faccia particolarmente leva sulla metodologia dei costi standard;
    dall'analisi sviluppata da Unioncamere dei dati relativi al diritto annuale effettivamente riscosso nel 2013, risultava che il risparmio medio nominale per ciascuna impresa pagante risulterebbe, con la riduzione al 50 per cento – pari a 94 euro ed il risparmio medio effettivo (tenendo conto della deducibilità fiscale del diritto) pari a 63 euro;
    elaborazioni sui bilanci camerali del 2012 indicavano in circa 416 milioni di euro le risorse dedicate alle prime otto aree d'intervento promozionale del sistema camerale – finanza ed accesso al credito per le piccole medie imprese; internazionalizzazione; servizi per il turismo ed i beni culturali; sviluppo locale, promozione del territorio, commercio e servizi; innovazione, trasferimento tecnologico e proprietà industriale; qualificazione e promozione delle filiere; formazione, orientamento, alternanza, università; lavoro e servizi per l'imprenditorialità – cioè in circa l'80 per cento del totale di interventi promozionali per quasi 515 milioni di euro, con effetti moltiplicativi stimati in oltre 2 miliardi di euro;
    il dimezzamento delle entrate da diritto annuale si riverbera, altresì, fortemente sulla possibilità di assicurare, con i riconosciuti standard di qualità, tempestività, completezza e continuità, il funzionamento del registro delle imprese in ogni camera di commercio d'Italia, vero presidio di trasparenza e legalità del sistema delle imprese italiane e per il mercato intero, oltreché indispensabile strumento per l'espletamento delle funzione di autorità amministrative e giudiziarie;
    appare ragionevolmente impossibile che l'Italia sminuisca il funzionamento di questo fondamentale istituto, previsto anche a livello comunitario,

impegna il Governo:

   a valutare con particolare attenzione gli effetti applicativi derivanti dalla norma relativa alla riduzione del diritto annuale per le camere di commercio sotto il profilo occupazionale, della riduzione del sostegno al sistema infrastrutturale locale (porti e aeroporti, sistema fieristico, autostrade, banda larga), della riduzione di interventi a sostegno del sistema turistico-culturale (già oggetto di scarsi investimenti) e, infine, della riduzione di micro-interventi spesso vitali per mantenere attivo il sistema produttivo locale nei contesti di dimensioni più contenute;
   ad adottare ogni iniziativa nell'ambito della citata riforma delle camere di commercio prevista dalla legge 7 agosto 2015, n. 124, tesa ad affrontare la questione relativa alla riduzione del diritto annuale dovuto alle camere di commercio a carico delle imprese superando la logica del mero taglio lineare al fine di adottare una soluzione di tipo selettivo che risponda al tipo di presenza e di azione che serve per sostenere il tessuto produttivo territoriale, vincolando altresì gli enti camerali a indirizzare parte delle risorse verso specifiche direttrici (ad esempio innovazione tecnologica; nuova occupazione; digitalizzazione dei processi; green economy; made in Italy) opportunamente individuate attraverso il coinvolgimento di tavoli territoriali inter-istituzionali con regioni, enti locali e camere di commercio;
   a porre in essere ogni iniziativa di competenza volta a scongiurare il rischio che l'abbattimento dei diritti camerali, se non accompagnato da un serio progetto di razionalizzazione e di rilancio del sistema camerale stesso, piuttosto che rappresentare una riforma, costituisca solo l'avvio di un inevitabile indebolimento del sistema economico locale e nazionale;
   a valutare l'opportunità di adottare iniziative, anche normative, tese a rivedere il dimezzamento tout court del diritto annuale delle camere di commercio a decorrere dal 2017 come previsto a legislazione vigente.
(1-01151) «Ricciatti, Ferrara, Scotto, Airaudo, Zaratti, Melilla, Fassina, Marcon, Quaranta, Costantino, D'Attorre, Franco Bordo, Fava, Placido, Gregori, Duranti, Carlo Galli, Piras, Folino, Fratoianni, Zaccagnini, Daniele Farina, Giancarlo Giordano, Kronbichler, Nicchi, Paglia, Palazzotto, Pannarale, Pellegrino, Sannicandro».

Risoluzioni in Commissione:

    Le Commissioni VIII e IX,
   premesso che:
    già dal 1999 è stata prevista la realizzazione di un corridoio autostradale di nuova realizzazione della lunghezza complessiva di 84 chilometri per il collegamento tra Fontevivo (Parma) e Nogarole Rocca (Verona), attraversando le regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, cosiddetto raccordo autostradale di collegamento tra il Tirreno e il Brennero (Tibre);
    a tal fine è stato previsto un considerevole investimento – per far fronte a costi lievitati enormemente negli anni – considerando che, come da delibera CIPE n. 2 del 22 gennaio 2010, il costo complessivo dell'opera, è di 2.730.965.654,5 euro;
    l'opera è stata oggetto di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea (procedura n. 2006/4419) conclusasi con un accordo che imponeva una serie di prescrizioni cui conformarsi, specie con riguardo alla proroga della concessione in violazione delle regole comunitarie;
    è seguita l'autorizzazione e la progettazione definitiva del solo primo tratto FontevivoTrecasali/Terre Verdiane di soli 12 chilometri, il cui costo, quale risulta dal quadro economico, è pari a 513.531.158,1 euro, di cui 302.788.160,4 euro per lavori;
    vi è stata altresì la presa d'atto del nuovo piano economico finanziario che passa da 2.039 milioni di euro, autorizzati dal nel 2007, a 3.400 milioni di euro e che prevede tra le modalità di riequilibrio:
     incrementi tariffari nel periodo 2011-2018 del 7,5 per cento annuo;
     previsione di un contributo statale di 900 milioni di euro oltre IVA, da erogare a stato di avanzamento dei lavori;
     un valore di indennizzo finale pari a 1.730 milioni di euro, da garantire tramite la prestazione della garanzia a valere sul Fondo di garanzia sulle opere pubbliche (FGOP) di cui all'articolo 2, commi 264-270, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), ai fini della sua bancabilità;
    la realizzazione del collegamento potrebbe altresì beneficiare del credito d'imposta di cui all'articolo 18 della legge n. 183 del 2011;
    a giudizio dei firmatari del presente atto la realizzazione del raccordo autostradale tra il Tirreno e il Brennero costituisce un'opera inutile, anche in considerazione del già esistente collegamento per l'intersezione dell'autostrada A15 con l'autostrada A1;
    i costi sono lievitati enormemente negli anni, dato che dai 1032,9 milioni di euro del 2001 si è giunti ai 2731 milioni del 2010, ferma la verifica del previsto finanziamento pubblico di circa 900 milioni di euro e della copertura dell'investimento con fondi privati;
    si paventa il rischio che gran parte dei costi siano scaricati esclusivamente sui cittadini mediante continui aumenti dei pedaggi, senza alcun ritorno in infrastrutture e servizi utili, dato che, a livello trasportistico, il primo stralcio della Tibre non è un'opera strettamente utile a livello europeo e non rientra tra i trenta progetti prioritari dell'Unione europea (TEN-T);
    il collegamento ferroviario nei territori interessati, invece, risulta notevolmente deficitario, mentre il suo potenziamento consentirebbe di superare le problematiche di trasporto autostradale incapace di sopportare ulteriore traffico, denotandosi già parecchie criticità e necessità di manutenzione straordinaria dovute al decadimento strutturale. Al riguardo i dettami europei in termini di consumo di suolo, di inquinamento atmosferico ed in termini trasportistici impongono un passaggio di una quota di trasporto merci dalla gomma al ferro;
   a tal fine i fondi previsti per l'opera del collegamento Tibre – bloccati in modo inefficiente nel Fondo di garanzia sulle opere pubbliche – potrebbero dunque essere più utilmente spostati per il potenziamento dei collegamenti ferroviari della Pontremolese e della tratta Parma-Piadena-Mantova-Verona, che, secondo un recente studio della Tibre srl, risulterebbe molto più economica e competitiva, o, in alternativa, della tratta Parma-Suzzara-Poggio Rusco-Verona, trattandosi in ogni caso di linee ferroviarie che potrebbero realmente creare la connessione con gli assi ferroviari prioritari a livello europeo;
    la realizzazione del raccordo autostradale tra il Tirreno e il Brennero risulta inoltre problematico a livello di sviluppo economico e ambientale del territorio, avendo un forte impatto ambientale su un'area agricola della provincia di Parma rinomata particolarmente per la produzione del parmigiano reggiano, e comportando un ulteriore consumo di suolo agricolo;
    l'opera richiede in ogni caso la reiterazione della procedure di valutazione dell'impatto ambientale, ormai risalente, che non tiene conto delle variazioni territoriali intervenute successivamente a livello ambientale e legislativo,

impegnano il Governo:

   ad assumere ogni iniziativa necessaria per disporre l'interruzione e l'annullamento della realizzazione del raccordo autostradale Tirreno-Brennero, sia del I lotto, sia di quelli successivi;
   ad assumere iniziative per destinare le risorse, già previste per la realizzazione del raccordo autostradale Tirreno-Brennero, in opere di ripristino, messa in sicurezza e ammodernamento dell'attuale sistema ferroviario di trasporto pubblico, mediante il raddoppio e il potenziamento della «Pontremolese» e della tratta Parma-Piadena-Mantova-Verona ovvero, in alternativa, della tratta Parma-Suzzara-Poggio Rusco-Verona;
   ad assumere iniziative per lo stanziamento delle risorse necessarie per la realizzazione del percorso ciclabile denominato ciclovia n. 16 «Tirrenica» della rete Bicitalia «Ti-Bre dolce»;
   ad assumere ogni iniziativa di competenza necessaria per reiterare la procedura di valutazione di impatto ambientale in considerazione del notevole lasso di tempo intercorso dal precedente provvedimento di valutazione impatto ambientale e delle variazioni a livello ambientale e normativo successivamente intervenute;
   ad abbandonare definitivamente il progetto autostradale «Cispadana»;
   ad assumere iniziative per autorizzare Autocisa spa ad utilizzare i rincari dei pedaggi già garantiti sulla A15, in ragione del 7,5 per cento annuo per 8 anni, per finanziare il Ti-Bre ferroviario anziché quello autostradale ovvero a revocare immediatamente la concessione autostradale sulla A15 fino al 2031 ad Autocisa spa;
   a non procedere ad ulteriori proroghe delle concessioni autostradali ma a rispettare pienamente le norme europee, prevedendo gare europee trasparenti, anche al fine di evitare ulteriori procedure di infrazioni e la realizzazione di opere non necessarie ovvero che rimangono incompiute.
(7-00918) «De Lorenzis, Daga, Dell'Orco, Spessotto, Liuzzi, Paolo Nicolò Romano, Nicola Bianchi, Carinelli, Zolezzi».

    La III Commissione,
   premesso che:
    dal rapporto 2015 di Amnesty International «Generazione carcere: la gioventù egiziana dalle proteste alla prigione» si evince la schiacciante repressione nei confronti dei giovani attivisti del Cairo;
    secondo gli organismi locali per i diritti umani, sotto il governo del presidente Abdel Fattah al-Sisi il giro di vite iniziato nel luglio 2013 con l'arresto di Morsi e dei suoi sostenitori si è allargato via via a tutto il panorama politico egiziano, con oltre 41.000 persone arrestate, accusate di reati penali e processate in modo irregolare;
    la nuova legge sulle manifestazioni, promulgata il 24 novembre 2013 dal presidente egiziano della Suprema Corte Costituzionale Adly Mansour, rappresenta un grave passo indietro che costituisce una forte minaccia alla libertà di riunione e dà alle forze di sicurezza briglia sciolta per l'uso della forza eccessiva, inclusa quella letale, contro i manifestanti; con essa, infatti, si autorizzano le autorità ad arrestare e processare dimostranti pacifici senza limitazioni criminalizzando anche la mera azione di scendere in strada senza previa autorizzazione;
    tra i casi documentati dal rapporto di Amnesty International emergono quelli di: Ahmed Maher e Mohamed Adel, leaders del «Movimento giovanile 6 aprile»; il noto blogger Ahmed Douma; Alaa Abd El Fattah, voce critica del regime che è stato in prigione sotto il deposto Hosni Mubarak e il Consiglio supremo delle Forze armate; i difensori dei diritti umani Yara Sallam e Mahienour El-Massry;
    inoltre, si trovano in carcere persone che hanno protestato contro la deposizione di Morsi, come il cittadino irlandese Ibrahim Halawa, le studentesse universitarie Abrar Al-Anany e Menatalla Moustafa e l'insegnante Yousra Elkhateeb;
    le autorità egiziane cercano di giustificare le politiche restrittive ricorrendo al tema del mantenimento della stabilità e della sicurezza; molti arrestati sono stati portati di fronte ai giudici a seguito di accuse false o motivate politicamente e sono stati condannati, al termine di processi di massa con centinaia di imputati, sulla base di prove insufficienti o inesistenti o solo grazie a testimonianze da parte delle forze di sicurezza o a indagini della sicurezza nazionale;
    il Consiglio dell'Unione europea, nell'agosto del 2013, condannando con la massima fermezza tutti gli atti di violenza, decise di sospendere le licenze di esportazione verso l'Egitto per qualsiasi attrezzatura che potrebbe essere usata a fini di repressione interna; tuttavia, malgrado fosse stata adottata questa disposizione in ambito europeo, l'Italia ha continuato a inviare armi in Egitto, nonostante le pesanti violazioni dei diritti umani operati dalle autorità egiziane;
    secondo Giorgio Beretta, analista dell'Osservatorio sulle armi leggere (OPAL) di Brescia, infatti, l'Italia non solo nel 2014 ha fornito le forze di polizia egiziane di 30 mila pistole, ma nel 2015 ha inviato in Egitto altri 1.236 fucili a canna liscia;
    di fatto, dunque, il nostro Paese è l'unico dell'Unione europea che, dalla presa del potere del generale al-Sisi, ha inviato armi utilizzabili per la repressione interna all'Egitto;
    è opportuno ricordare che nel settembre 2013 l'Italia ha ratificato il Trattato sul commercio delle armi (Arms Trade Treaty, A.T.T.) con la legge n. 118 del 2013, entrato in vigore a dicembre 2014; in particolare, l'articolo 6, comma 3, dello stesso prevede il divieto di autorizzare il trasferimento di armi convenzionali nel caso in cui, in fase di valutazione della richiesta, vi sia conoscenza che i materiali potrebbero essere utilizzati per commettere crimini contro l'umanità, violazioni delle convenzioni di Ginevra del 1949, attacchi diretti a obiettivi o soggetti civili;
    la legge n. 185 del 1990 prevede il divieto di esportazione di armamenti verso Paesi in stato di conflitto armato, o Paesi la cui politica contrasta con l'articolo 11 della Costituzione italiana;
    l'Egitto ha firmato e ratificato nel gennaio 1982 il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali nelle cui premesse viene riconosciuto che «in conformità alla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, l'ideale dell'essere umano libero, che goda della libertà dal timore e dalla miseria può essere conseguito soltanto se vengono create condizioni le quali permettano ad ognuno di godere dei propri diritti economici, sociali e culturali, nonché dei propri diritti civili e politici; (...) che lo Statuto delle Nazioni Unite impone agli Stati l'obbligo di promuovere il rispetto e l'osservanza universale dei diritti e delle libertà dell'uomo; (..) infine che l'individuo, in quanto ha dei doveri verso gli altri e verso la collettività alla quale appartiene, è tenuto a sforzarsi di promuovere e di rispettare i diritti riconosciuti nel presente Patto»,

impegna il Governo:

   a rispettare la decisione del Consiglio dell'Unione europea dell'agosto 2013 e di sospendere l'invio alle forze militari, agli apparati di sicurezza e alle forze dell'ordine dell'Egitto di ogni tipo di arma e di materiale che possa venire impiegato per la repressione interna;
   a rispettare pienamente sia il dettato della legge n. 185 del 1990 sia il Trattato sul commercio internazionale delle armi (Arms Trade Treaty, A.T.T.);
   ad assumere iniziative affinché il Governo egiziano rispetti il diritto internazionale, in particolare il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali firmato e ratificato dallo stesso.
(7-00916) «Spadoni, Frusone, Manlio Di Stefano, Basilio, Scagliusi, Rizzo, Di Battista, Corda, Sibilia, Paolo Bernini, Del Grosso, Tofalo, Grande».

    La IX Commissione,
   premesso che:
    la linea ferrovia Orte-Civitavecchia, inaugurata il 28 ottobre 1928 ed aperta al traffico l'anno successivo, inglobando la breve tratta Capranica-Ronciglione, aperta nel 1894 come diramazione della ferrovia Roma-Capranica-Viterbo, venne progettata per collegare le acciaierie di Terni con il porto di Civitavecchia;
    il servizio ferroviario lungo la linea venne interrotto durante il periodo bellico, e riprese nel 1947, ma a seguito di un piccolo evento franoso che interessò i binari all'imbocco della galleria Cencelle, lato Civitavecchia, alla progressiva chilometrica 13+209 nel gennaio del 1961, il tratto tra Civitavecchia e Capranica venne chiuso al traffico, lasciando in servizio solo la tratta da Capranica a Orte, anche questa successivamente chiusa, a partire dal settembre 1994;
    pochi mesi prima della chiusura, la tratta Capranica-Orte fu interessata da lavori di ammodernamento, con l'automazione dei segnali e dei passaggi a livello, che purtroppo vennero vandalizzati e depredati a seguito della mancata sorveglianza della linea;
    dal sito di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana, Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane), alla pagina «Circolari Territoriali e Fascicoli Circolazione Linee», la linea ferroviaria in questione è annoverata nel «Fascicolo Linea 113», a partire dalla pagina 21, nel quale è riportato «la Linea ORTE-CIVITAVECCHIA, in cui testualmente è scritto: CAPRANICA-CIVITAVECCHIA: temporaneamente chiusa all'esercizio. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti n. 398 del 14 novembre 2011 è stata autorizzata la dismissione della linea, ad eccezione della tratta compresa tra la progressiva km 0+000 di Civitavecchia (paraurti “Porta Tarquinia di Civitavecchia”) e la progressiva km 4+000 (incluso il Raccordo DE.CAR.), dove è ammessa soltanto la circolazione di apposite tradotte nel rispetto delle disposizioni riportate nella successiva Sez. 4.14; CAPRANICA-ORTE: temporaneamente chiusa all'esercizio. Eccezionalmente, la circolazione di rotabili è ammessa soltanto in regime di interruzione, con la scorta di un agente del tronco lavori e previa abilitazione al movimento delle stazioni interessate»;
    secondo quanto riportato in precedenza, entrambi i tratti della linea in questione, ovvero il tratto Capranica-Civitavecchia e il tratto Capranica-Orte, risultano essere allo «stato attuale», «temporaneamente chiusi all'esercizio»;
    negli ultimi trent'anni la ferrovia è stata oggetto di diverse iniziative legislative e programmi, tra questi il «Programma Integrativo» per le ferrovie del 1981, col quale vennero stanziati i finanziamenti necessari alla riapertura della tratta interrotta tra Civitavecchia e Capranica, il decreto del Ministero dei trasporti del 1983, con cui si è approvata la concessione per i lavori di ripristino del tratto Civitavecchia-Capranica, il cui primo stralcio è stato completato nel 1994, con una spesa di circa 220 miliardi di lire e la legge finanziaria del 1998, che ha stanziato 123 miliardi di lire per il completamento dei lavori, consistenti nel rifacimento della tratta Civitavecchia-Mole del Mignone, armamento del sedime tra Civitavecchia e Capranica ed elettrificazione di tutta la linea tra Civitavecchia ed Orte;
    i lavori stabiliti col decreto del 1983 sono gli unici ad essersi regolarmente conclusisi, e consistenti nella ricostruzione della linea tra Mole del Mignone e Capranica, l'adeguamento della sagoma e del peso assiale massimo e la predisposizione all'elettrificazione, mentre non sono mai stati attivati gli altri cantieri previsti nella «finanziaria» del 1998, di cui ad oggi è ignota la destinazione dei finanziamenti stanziati;
    nel febbraio 2009, con Dgr n. 69 del 6 febbraio 2009, la regione Lazio ha preso atto della decisione della Commissione europea del dicembre 2008, con la quale è stato concesso un finanziamento al progetto preliminare per il ripristino di un collegamento ferroviario fra il Porto di Civitavecchia e l'asse prioritario TEN-T n.1 in località Orte, presentato dalla direzione regionale trasporti e in esito alle operazioni della commissione giudicatrice, la direzione regionale trasporti, ha aggiudicato definitivamente l'appalto alla ATI Italferr S.p.A., con determinazione dirigenziale n. B6289 del 4 dicembre 2009, con un budget complessivo del progetto di euro 2.000.000,00 così suddiviso: 1.000.000,00 euro finanziato dalla Commissione europea, 600.000,00 euro di cofinanziamento regionale e 400.000,00 euro di cofinanziamento da parte dell'interporto di Orte (Interporto Centro Italia Orte S.p.A) e dell'autorità portuale di Civitavecchia;
    il 10 febbraio 2011 il consiglio provinciale di Viterbo ha deliberato l'impegno alla giunta e al presidente affinché si organizzi una sessione di Giunta congiunta tra provincia e Regione, dove vengano specificate le tempistiche, le modalità ed i finanziamenti relativi alle opere giudicate prioritarie, tra queste il collegamento ferroviario tra Orte e Civitavecchia che favorirebbe il collegamento tra l'area industriale umbra e il porto di Civitavecchia e che quindi creerebbe sviluppo economico e sociale nella Tuscia, interrompendo la dipendenza economica da Roma, oltre a dare pieno sviluppo all'interporto di Orte utile oggi solo alla regione Umbria;
    il 20 dicembre 2011, presso il consiglio regionale del Lazio, si è svolta la prima riunione della conferenza di servizi per il ripristino della linea, in assoluta controtendenza rispetto a quanto previsto nel decreto ministeriale n. 398 del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli del 14 novembre 2011, che ha autorizzato la dismissione della linea tra Civitavecchia e Capranica, con l'esclusione dei primi 4 chilometri a servizio del porto;
    nel «Piano Mobilità Lazio» del 2011, ovvero lo scenario di riferimento della mobilità, che è lecito attendersi in base alle tendenze in atto e tenendo conto dei piani approvati e in corso di approvazione per la Regione Lazio, tra gli interventi previsti, ossia quelli che prevedono l'adeguamento delle infrastrutture e/o le nuove realizzazioni, nella sezione «Do Everything» che comprende tutti gli interventi proposti nei piani e nei programmi esistenti, ossia gli studi condotti delle varie amministrazioni che saranno sottoposti alla valutazione dei cittadini, alla lettera «F», si legge «Ferrovia Orte-Civitavecchia, ripristino della linea ferroviaria dismessa tra il porto di Civitavecchia l'asse ferroviario 118/211 TEN-T Berlino-Brennero-Palermo e Falconara»;
    a pagina 131 del «Piano Regionale Mobilità, Trasporti e Logistica» (2014) si legge: «Quindi, è importante il ripristino della ferrovia Orte-Civitavecchia, in collegamento con la linea Orte-Falconara che, in connessione alla realizzazione del Centro Intermodale di Orte, consentirebbe l'utilizzo pieno delle potenzialità del porto di Civitavecchia e nuove possibilità per il polo industriale di Civita Castellana nonché per il polo industriale di Terni;
    il 12 gennaio del 2016 il consiglio regionale del Lazio ha approvato alla unanimità l'ordine del giorno a prima firma della consigliera Silvia Blasi che impegna la giunta regionale ad inserire la ferrovia Civitavecchia-Capranica-Orte tra le opere di primaria importanza da finanziare attraverso i fondi previsti dalla missione relativa al trasporto ferroviario;
    il decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 753, «Nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto», all'articolo 5, è riportato che nei confronti delle ferrovie in concessione o, comunque, di loro singoli impianti o di parti di essi nonché del materiale mobile, realizzati con contributi finanziari dello Stato resta fermo quanto stabilito dall'articolo 102 del testo unico approvato con regio decreto 9 maggio 1912, n. 1447, e dal capo VI del regolamento approvato con regio decreto 25 maggio 1895, n. 350, e successive modificazioni, e definitivo per quanto riguarda il generale collaudo, che, in ogni caso, non potrà intervenire se non trascorso un anno dall'apertura all'esercizio. Il collaudo si effettua anche per le opere realizzate con contributi finanziari delle regioni o degli enti locali territoriali, intendendosi sostituiti agli organi statali quelli regionali o degli enti locali medesimi;
    allo stato attuale il «tronco» Capranica-Orte appare in condizione di semiabbandono, a causa della vegetazione che ha invaso la linea ferrata, i caselli, le stazioni e le altre infrastrutture ferroviarie, con quest'ultime che presentano inoltre evidenti segni di degrado dovuti all'abbandono, il cui recupero, se non fosse effettuato in tempi rapidi, sarebbe molto difficile ed oneroso;
    il ripristino della tratta ferroviaria Orte-Civitavecchia per il regolare servizio passeggeri, fortemente caldeggiato dalle comunità locali, dai comitati dei cittadini e dai loro rappresentanti istituzionali, consentirebbe di migliorare notevolmente i collegamenti con Roma, Viterbo, Orte e il litorale tirrenico, favorendo lo sviluppo economico-sociale dell'intera «Tuscia» e del comprensorio dei «Monti Cimini», anche nel caso in cui fosse ripristinata solamente per finalità turistiche, come dimostrano le esperienze delle ferrovie turistiche Asciano-Monte Antico o la Palazzolo-Paratico;
    nel «Libro bianco sui trasporti» della direzione generale della mobilità e dei trasporti della Commissione europea del 2011, si leggono dieci obiettivi molto impegnativi concepiti per orientare le strategie e valutare i progressi. Essi annoverano, tra gli altri, la graduale eliminazione delle automobili alimentate a carburanti tradizionali dalle città entro il 2050 e il passaggio del 50 per cento del flusso passeggeri su media distanza e del flusso merci su lunga distanza dal trasporto su gomma ad altre modalità. L'obiettivo è quello di giungere ad una riduzione del 60 per cento delle emissioni di CO 2 e ad una riduzione equivalente della dipendenza dal petrolio. Tra i 10 obiettivi, il numero 4 prevede di completare entro il 2050 la rete ferroviaria europea ad alta velocità, triplicare entro 2030 la rete ferroviaria ad alta velocità esistente e mantenere in tutti gli Stati membri una fitta rete ferroviaria. Entro il 2050, la maggior parte del trasporto di passeggeri sulle medie distanze dovrebbe avvenire per ferrovia, mentre nel quinto obiettivo, entro il 2030, dovrebbe essere pienamente operativa in tutta l'Unione europea una «rete essenziale» TEN-T multimodale e nel 2050, una rete di qualità e capacità elevate, con una serie di servizi d'informazione connessi;
    nel piano di bacino della provincia di Viterbo, redatto dall'Università La Sapienza e approvato nel 2013 all'unanimità dal consiglio provinciale, la riapertura della ferrovia Orte-Civitavecchia si pone come prioritaria per lo sviluppo economico della Tuscia e del Centro Italia. Nello studio si può leggere di come tale riapertura consente la realizzazione di un anello ferroviario su linee esistenti, chiamato «Circumcimina», in cui si congiungeranno nuovamente le stazioni di Fabrica di Roma FS e Atac alla ex-Roma nord, tramite infrastrutture già esistenti, e le stazioni di Viterbo di Porta Fiorentina FS e Atac; la Circumcimina, con la creazione di una fermata vicino all'Ospedale Belcolle di Viterbo, sarà a servizio di un'utenza stimata dai tecnici dell'università di circa 170.000 persone, più della metà dell'intero Lazio nord, connettendo tale utenza via ferro, all'unico presidio sanitario strutturato di riferimento provinciale,

impegna il Governo:

   ad assumere iniziative, per quanto di competenza, volte a superare gli impedimenti di carattere burocratico-amministrativo che ostacolano la definitiva riapertura della linea ferroviaria Orte-Civitavecchia e in modo particolare del «tronco» Capranica-Orte dotata di binari, e ad adottare iniziative normative affinché possa essere celermente riattivata la circolazione dei convogli merci e passeggeri lungo tutta la tratta;
   ad assumere le opportune iniziative di competenza affinché Rfi spa ottemperi alla manutenzione ordinaria e straordinaria della linea ferroviaria e delle sue infrastrutture, nel tratto Capranica-Orte della linea, in linea con quanto riportato nell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 753 del 1980;
   a rivalersi su RFI spa per il ripristino degli impianti della linea Capranica-Orte, già finanziati con fondi pubblici, dato che la «cannibalizzazione» ed il deterioramento di quest'ultimi appaiono imputabili esclusivamente alla mancata vigilanza e manutenzione da parte del concessionario;
   nell'ottica di un ammodernamento globale e del miglioramento delle vie di comunicazione tra la Provincia di Viterbo e Roma, ad assumere iniziative di competenza affinché siano messe in atto tutte le azioni concrete per il ripristino della linea ferroviaria dismessa tra il porto di Civitavecchia e l'asse ferroviario 118/211 TEN-T Berlino-Brennero-Palermo e Falconara.
(7-00917) «De Lorenzis, Massimiliano Bernini, Spessotto, Liuzzi, Paolo Nicolò Romano, Nicola Bianchi, Grande, Carinelli».

ATTI DI CONTROLLO

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Interpellanza:

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri , per sapere – premesso che:
   come si apprende da fonti giornalistiche, Christian James Michel, un ex agente commerciale di Finmeccanica, già processato e assolto dal pubblico ministero Fusco di Busto Arsizio per le presunte mazzette sulla vendita degli elicotteri all'India nel 2010 da parte di Agusta Westland (azienda del gruppo Finmeccanica), ha reso nota la sua verità in una lettera spedita alle due Corti internazionali competenti sul caso dei marò, l'ITLOS (International Tribunal for the Law of the Sea) di Amburgo e la PCA (Permanent Court of Arbitration) dell'Aia;
   nel testo vi si legge, tra l'altro, che: «Durante le mie investigazioni sono venuto a sapere che durante il summit Onu a New York che si è tenuto dal 24 al 30 settembre 2015, Narendra Modi si è incontrato con il Presidente del Consiglio italiano Renzi. Hanno parlato dei due marò. Il primo ministro indiano ha proposto al premier italiano, in cambio di prove sul fatto che il consulente chiave di Finmeccanica-Augusta Westland (riferito alla mia persona) ha avuto una qualche relazione con qualche membro della famiglia Gandhi (tra le forze principali di opposizione al governo indiano), che il premier indiano avrebbe agevolato il caso che vede imputati i due marò»;
   dunque, secondo quanto scrive anche il britannico Telegraph, il Governo indiano avrebbe offerto all'Italia di lasciare liberi Salvatore Latorre e Massimiliano Girone in cambio di informazioni che collegassero la presidente del Partito del Congresso, Sonia Gandhi, oppositrice guarda caso del premier indiano Modi, e la sua famiglia alle presunte tangenti pagate per la fornitura all'India, poi bloccata, di dodici elicotteri Agusta/Westland;
   la questione è anche ripresa dal quotidiano indiano The telegraph che, tra le altre, riporta il seguente passaggio: «Il primo ministro indiano, ha proposto al primo ministro italiano che, in cambio di qualche prova delle relazioni del consigliere chiave di Finmeccanica/AgustaWestland con qualsiasi membro della famiglia Gandhi, avrebbe dato il suo aiuto per risolvere il caso dei due marines italiani»;
   alla vicenda delle citate presunte tangenti (sulle quali è in corso un processo) è legato anche il nome di Oommen Chandy, chief minister dello stato indiano del Kerala, il principale accusatore dei due marò, attualmente nell'occhio del ciclone per corruzione;
   peraltro, come ebbe già modo di scrivere il giornalista Marco Lillo su Il Fatto quotidiano del 31 gennaio 2014: «La sensazione netta è che i due procedimenti penali, quello contro i marò in India e quello dal quale potrebbero emergere i rappresentanti (per ora sconosciuti) della politica indiana che avrebbero preso le mazzette, sono vicende incrociate. Le stranezze delle due storie, se le si riguarda insieme, sembrano avere più senso. Il governo indiano ha congelato la commessa che sarebbe stata vinta secondo il pubblico ministero Fusco grazie alle mazzette da Agusta ma fa filtrare l'idea di un arbitrato, notoriamente il preludio a una chiusura morbida» –:
   quale sia la posizione del Governo in ordine a quanto evidenziato in premessa, soprattutto sulla verità relativa al paventato scambio di dossier contro Sonia Gandhi in cambio della libertà per i marò;
   per quali ragioni non abbia ritenuto di informare il Parlamento dell'incontro avuto con il Premier indiano Narendra Modi, con particolare riferimento alla vicenda dei due fucilieri ancora sotto processo in quel Paese, ancorché senza alcun capo d'accusa specifico.
(2-01270) «Del Grosso, Manlio Di Stefano, Sibilia, Spadoni, Di Battista, Scagliusi, Grande».

Interrogazioni a risposta scritta:

   SEGONI, BALDASSARRE, ARTINI, TURCO, BECHIS, CIVATI, ANDREA MAESTRI, BRIGNONE e PASTORINO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che:
   la legge di stabilità 2016, legge 28 dicembre 2015, n. 208, ai commi che vanno dal 974 al 977 stanzia per l'anno 2016 la somma di 500 milioni di euro per l'istituzione e l'attuazione del «Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia, finalizzato alla realizzazione di interventi urgenti per la rigenerazione delle aree urbane degradate attraverso la promozione di progetti di miglioramento della qualità del decoro urbano, di manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione delle aree pubbliche e delle strutture edilizie esistenti, rivolti all'accrescimento della sicurezza territoriale e della capacità di resilienza urbana, al potenziamento delle prestazioni urbane anche con riferimento alla mobilità sostenibile, allo sviluppo di pratiche, come quelle del terzo settore e del servizio civile, per l'inclusione sociale e per la realizzazione di nuovi modelli di welfare metropolitano, anche con riferimento all'adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali e culturali, educativi e didattici, nonché alle attività culturali ed educative promosse da soggetti pubblici e privati»;
   i commi specificano, inoltre, che ai «fini della predisposizione del Programma, entro il 10 marzo 2016 gli enti interessati trasmettono i progetti di cui al comma 974 alla Presidenza del Consiglio dei ministri, secondo le modalità e la procedura stabilite con apposito bando, approvato, entro il 31 gennaio 2016, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281»;
   a differenza delle precedente edizione (attuata con decreto del Presidente del Consiglio il 15 ottobre 2015, dando seguito all'articolo 1 commi 431, 432, 433 e 434 della legge di stabilità 2015, 23 dicembre 2014, n. 190, che istituiva un «Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate», stabilendo la somma complessiva per la dotazione al fondo per l'attuazione del Piano Nazionale in 194.138.500,00, ripartiti in modo diverso per gli anni 2015, 2016 e 2017 e da destinarsi a tutti i comuni) il nuovo programma straordinario di intervento per la riqualificazione delle periferie sarà rivolto alle sole città metropolitane e comuni capoluogo di provincia;
   il Governo ha deciso di destinare la somma sopradetta di 500 milioni di euro per la riqualificazione speciale, a fine novembre 2015, all'indomani degli attacchi terroristici di Parigi;
   alla data del 10 febbraio 2016, nessun bando con decreto della Presidenza del Consiglio è stato ancora pubblicato e tutti i comuni sono in attesa di sapere i criteri vincolanti per la presentazione dei progetti e per la successiva proclamazione dei vincitori da parte del «nucleo di valutazione»;
   in data 9 febbraio 2016 l'assessore all'urbanistica del comune di Torino, sul sito dell'ANCI (Associazione nazionale camuffi italiani), segnalato dalla stessa Gazzetta Ufficiale come sito di riferimento, denuncia come già a fine dicembre fosse stato chiesto un incontro con la Presidenza del Consiglio per conoscere i contorni della proposta;
   non avendo ricevuto alcuna risposta l'ANCI ha ribadito la propria disponibilità ad istituire il tavolo tecnico necessario all'emanazione del bando, ma di nuovo, è ancora in attesa di un riscontro e si augura che sia, a questo punto, garantito un tempo congruo per la presentazione dei progetti –:
   se il Governo sia a conoscenza dei fatti in premessa;
   se intendano chiarire i motivi del ritardo della pubblicazione del decreto del Presidente del Consiglio riguardante la riqualificazione delle periferie metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia;
   se il Governo non reputi necessario e urgente fissare e rendere pubblica la nuova data di divulgazione del bando. (4-12048)

   MELILLA e DANIELE FARINA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . — Per sapere – premesso che:
   tra i nuovi sottosegretari che il Governo ha nominato recentemente non figura un sottosegretario delegato per le materie di competenza del dipartimento per le politiche anti droga, facente capo alla Presidenza del Consiglio;
   si tratta di una decisione che, a parere degli interroganti, non tiene conto di importanti e imminenti appuntamenti istituzionali, che dovrebbero essere affrontati con scelte politiche chiare e tempestive e, possibilmente, in discontinuità con le scelte del passato;
   tra le più importanti scadenze, italiane e internazionali, del dipartimento, già in agenda, figurano: a metà marzo l'ultimo appuntamento della Commissione droghe dell'ONU che darà poi luogo alla sessione speciale dell'Assemblea Generale (UNGASS) sugli stupefacenti prevista dal 19 al 21 aprile 2016; la convocazione urgente della sesta Conferenza nazionale sulla droga – che non viene convocata dal 2009 – rispetto alla quale il Governo ha confermato di avere già accantonato i fondi e che dovrebbe fare il punto su leggi e politiche attuate dal nostro Paese in materia di uso di sostanze stupefacenti e di dipendenze; la preparazione e la stesura della relazione al Parlamento, per il 2016, in materia di dipendenze;
   sul piano parlamentare è necessario riprendere l’iter dell'AC 3235 e abbinate, in materia di coltivazione, cessione e consumo della cannabis indica e dei suoi derivati, nonché norme per la tassazione dei derivati della cannabis indica, avviato nel novembre 2015 nelle commissioni congiunte giustizia e affari sociali –:
   quali siano le ragioni per le quali non si è proceduto ad assumere le iniziative di competenza per la nomina di un sottosegretario per le politiche sulle droghe e del direttore scientifico del dipartimento per le politiche sulle droghe;
   quale sia la posizione del Governo in relazione al processo negoziale in atto sulla preparazione dei documenti finali della sessione speciale dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGASS) sulle droghe, del 19-21 aprile 2016, con particolare riferimento alla necessità di garantire «un dibattito inclusivo e aperto», come più volte affermato dagli Stati membri dell'Unione europea;
   se non si ritenga utile, prima dell'Assemblea generale dell'ONU, intervenire nel processo preparatorio a partire dal documento predisposto dalla Commissione droghe della Nazioni unite di Vienna, noto come «Zero Draft», al fine di inserire temi di grande rilevanza più volte evocati, anche dal nostro Paese, e relativi all'attuale sistema del controllo sulle droghe, quali: diritti umani (ivi compresa la pena di morte), salute (riduzione dei rischi e dei danni), sovraffollamento carcerario e accesso alle medicine essenziali. (4-12049)

   CATANOSO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri . — Per sapere – premesso che:
   con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale è diventato operativo il piano di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute dalla regione siciliana;
   il decreto del presidente della regione siciliana prevede il mantenimento della partecipazione pubblica regionale solo per le seguenti società: Azienda siciliana trasporti; Servizi ausiliari Sicilia; Sicilia e servizi; Riscossione Sicilia; Irfis FinSicilia; Sviluppo Italia Sicilia; M.a.a.s per il settore agro-alimentare; Siciliacque; Parco scientifico e tecnologico; Seus, Servizi di emergenza sanitaria Sicilia emergenza urgenza sanitaria S.c.p.a. e S.p.i. per l'area gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare;
   secondo quanto prevede l'assessore regionale al bilancio siciliano, saranno di centinaia di migliaia di euro all'anno i risparmi per le casse regionali a motivo dei minori compensi per gli amministratori ridotti sia nel loro numero per ogni società partecipata che per tutte quelle società partecipate che saranno liquidate e chiuse;
   spetterà all'assessorato regionale dell'economia assumere tutte quelle iniziative tendenti a garantire, nei limiti dell'equilibrio economico finanziario, il mantenimento dei livelli occupazionali attraverso interventi di fusione, liquidazione, incorporazione o trasferimenti anche parziali delle attività;
   questa operazione di riordino amministrativo siciliano, a giudizio dell'interrogante, se non viene accompagnata da una contestuale operazione di dismissione delle competenze regionali si ridurrà alla nomina di dieci amministratori unici e lascerà intatta tutta la spesa improduttiva e parassitaria della regione siciliana;
   ogni aspetto della vita economica che possa essere gestito dall'economia privata deve essere liberato dall'oppressione della burocrazia regionale siciliana e nazionale secondo i più elementari principi dell'economia;
   questa operazione di riordino, inoltre, è priva di ogni altro atto legislativo ed amministrativo conseguente all'efficientamento della macchina amministrativa: il personale delle società partecipate già soppresse andrà ad ingolfare le altre società partecipate superstite o l'organico dei ruoli pubblici regionali;
   nel resto d'Italia, poi, a dispetto e contro ogni annuncio del Governo da qualche anno a questa parte non si sta procedendo ad alcuna operazione di liquidazione/chiusura/accorpamento delle varie società partecipate e/o municipalizzate lasciando intatto quello che appare all'interrogante un canale di improprio finanziamento occulto della politica locale;
   a giudizio dell'interrogante, invece, il Governo dovrebbe farsi carico di una riforma organica, per quanto di competenza, del settore delle società a partecipazione pubblica statale e regionale/comunale, riforma con la quale efficientare le società che operano nei settori chiave dell'intervento pubblico, i cosiddetti servizi pubblici essenziali, e chiudere o vendere tutto il resto –:
   quali iniziative, per quanto di competenza, intenda adottare il Governo per risolvere le problematiche esposte in premessa. (4-12053)

   CATANOSO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
   la Regione siciliana produce, quotidianamente, 6 milioni di chilogrammi di rifiuti. Questi rifiuti vengono differenziati per la vergognosa percentuale del 10 per cento e conferiti in discarica per il restante 90 per cento mentre la normativa europea prescrive ed obbliga gli enti locali a giungere alla percentuale minima del 65 per cento di rifiuti differenziati;
   di questi 6 milioni di chilogrammi giornalieri, 2 milioni di chilogrammi rappresenta la cifra del rifiuto umido organico ed il resto si potrebbe differenziare e riciclare se solo i comuni riuscissero ad organizzare la raccolta differenziata;
   la raccolta differenziata, però, se il singolo comune viene lasciato solo dall'ente regione non basta e potrebbe portare a guai ben peggiori se non organizzata a livello provinciale e/o regionale;
   appunto a questo dovrebbe servire un serio piano regionale dei rifiuti: organizzare ogni fase del rifiuto, dal contenitore vicino alla propria abitazione fino alle singole attività di raccolta, conferimento, riconversione e riuso dei vari elementi del rifiuto organico, inorganico ed indifferenziato che sia;
   il Governo nazionale e la regione siciliana, invece, a giudizio dell'interrogante si limitano ad individuare due siti dove costruire due termovalorizzatori senza occuparsi di nient'altro;
   questi due termovalorizzatori siciliani saranno costruiti nelle centrali Enel dismesse di Termini Imerese e di S. Lucia del Mela a cui forse, se ne potrebbe aggiungere un terzo a Priolo;
   per realizzare un inceneritore serviranno almeno sei anni, ma nel frattempo bisognerà comunque provvedere all'emergenza rifiuti, visto che le discariche siciliane, nel giro di pochi mesi, saranno sature ed alcune sono già in regime di proroga;
   anche nella remota eventualità che i due termovalorizzatori vengano effettivamente costruiti e messi in funzione, non si è nemmeno tenuto conto dell'impatto logistico che il trasporto fisico dei rifiuti dai singoli comuni ai due/tre inceneritori avrebbero sui mezzi e sui territori attraversati giornalmente da centinaia di autocompattatori pieni di rifiuti;
   a giudizio dell'interrogante, se non si provvede celermente alla riduzione ai minimi livelli dell'ultima frazione indifferenziabile da inviare, ora sì, al termovalorizzatore attraverso un'efficace raccolta differenziata, qualunque altra ipotesi o soluzione sarebbe inefficace ed inutile;
   in proposito, deve essere prevista e promossa seriamente l'alternativa dell'utilizzo di tecnologie più efficienti e sostenibili come la valorizzazione energetica della frazione organica mediante digestione anaerobica per la produzione di biometano, che è peraltro oggetto di una specifica normativa nazionale di incentivazione;
   un serio piano regionale dei rifiuti deve essere preparato e trovare immediata attuazione da parte delle istituzioni nazionali di concerto con quelle regionali siciliane, visto che l'ultimo piano approvato è datato 2012;
   anche le altre regioni che hanno dato parere favorevole al decreto del Governo, però, hanno subordinato il loro consenso al riconoscimento di un potere delle regioni su come realizzare il piano. Peccato che di questo piano in Sicilia non v’è traccia o, se c’è, è secondo l'interrogante del tutto insufficiente ed inefficace;
   a giudizio dell'interrogante, l'immobilismo della regione siciliana in tema di rifiuti è evidente e lo «stato di emergenza» è già nella realtà delle cose;
   il Governo, ad avviso dell'interrogante, non può esimersi dall'assumere le iniziative di competenza per addivenire alla nomina di un Commissario per l'intero settore della gestione dei rifiuti in Sicilia, la cui emergenza non può aspettare tanto –:
   quali iniziative, per quanto di competenza, abbiano intrapreso o abbiano intenzione di intraprendere in merito alle vicende esposte in premessa. (4-12064)

AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

Interrogazione a risposta scritta:

   BRIGNONE, CIVATI, ANDREA MAESTRI, MATARRELLI e PASTORINO. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
   ogni anno, circa 300 lupi sono violentemente uccisi dal bracconaggio mediante l'uso del fucile, di lacci di filo metallico o bocconi avvelenati. Pochi giorni fa nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini – un esemplare di lupo studiato dai ricercatori – è stato barbaramente ucciso;
   l'Unione zoologica italiana, per il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha redatto la bozza del nuovo piano di conservazione e di gestione del lupo in Italia;
   tale bozza contiene, fra l'altro, il via libera all'uccisione di lupi e di cani vaganti;
   il 16 febbraio 2016 si riunirà il Comitato paritetico allo scopo di formulare un parere sul nuovo piano di Conservazione e di gestione del lupo in Italia e successivamente la conferenza Stato-regioni, potrebbe dare il via in Italia all'uccisione «legale» dei lupi;
   il «Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia» non riporta alcun dato o prove documentate che attestino l'efficacia degli abbattimenti per il raggiungimento degli obiettivi dichiarati dallo stesso Piano;
   inoltre, studi scientifici dimostrano che se applicato quanto contenuto nel piano, ci sarebbe un potenziale aumento della predazione al bestiame domestico dovuto allo smantellamento dei branchi con aumento degli esemplari vaganti per effetti di abbattimenti legali. Per di più gli abbattimenti legali rafforzerebbero il fenomeno del bracconaggio a danno di questa specie;
   i danni procurati dai lupi nei confronti della popolazione e del bestiame si potrebbero contenere e ridurre attraverso attivazione di misure concrete di prevenzione: recinti elettrificati, cani da guardia e una mirata campagna d'informazione e sensibilizzazione, al fine di tutelare e preservare una specie protetta e con un alto valore simbolico per la conservazione della Natura;
   l'eventuale approvazione del «Piano di gestione del lupo in Italia» – in discussione a breve nell'ambito della Conferenza Stato-regioni – è secondo gli interroganti arretrato, inefficace e discutibile sotto il profilo della conservazione della specie del lupo in Italia;
   nel mese di dicembre 2015, la Lega Antivivisezione inviava al direttore generale protezione della natura del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dottoressa Maria Carmela Giarratano, alcune osservazioni ed un contributo tecnico-scientifico alla bozza di piano di conservazione;
   da allora, a quanto risulta agli interroganti non si è avuto nessun aggiornamento, né in relazione allo stato di avanzamento dei lavori, né in relazione all'accoglimento o meno delle osservazioni e del contributo del documento inviato dalla LAV;
   si ricorda che l'articolo 4 del decreto ministeriale del 6 giugno 2011 «Istituzione del Comitato paritetico per la Biodiversità, dell'Osservatorio nazionale per la Biodiversità e del Tavolo di consultazione», al comma 1 – afferma che il confronto tra il Comitato paritetico ed i portatori d'interesse si attua attraverso un Tavolo di consultazione con i rappresentanti delle Associazioni ambientaliste, mentre il comma 2 sancisce che il Tavolo di consultazione viene convocato dal Comitato ristretto «ogni qualvolta si renda necessario un confronto specifico sulle tematiche affrontate nelle aree di lavoro della Strategia nazionale per la biodiversità»;
   l'argomento in trattazione, ovvero il nuovo «Piano di conservazione e di gestione del lupo in Italia», rappresenta un caso esemplare e delicato che, per la sua importanza e l'attenzione che desta fra operatori e opinione pubblica, necessita del confronto preventivo ufficiale con i portatori di interesse, tra i quali si annoverano le associazioni di protezione ambientale riconosciute dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare –:
   se i fatti esposti in premessa corrispondano al vero, se il Ministro interrogato ne sia a conoscenza e, nell'eventualità positiva, se il Ministro interrogato non ritenga fondamentale aprire un confronto con le associazioni per la protezione ambientale riconosciute dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e in particolare convocarle nei termini disposti dal comma 2 dell'articolo 4 del decreto ministeriale del 6 giugno 2011;
   se non ritenga doveroso – in relazione al contributo inviato dalla LAV nel mese di dicembre scorso – fornire tempestivamente informazioni sullo stato di avanzamento dei lavori e dell'eventuale accoglimento delle osservazioni riportate nel documento;
   se non ritenga di promuovere in Conferenza Stato-regioni un deciso ripensamento rispetto alle linee guida presenti nel Piano, al fine non autorizzare l'abbattimento «legale» dei lupi, di rivedere tutte le azioni atte a fermare il fenomeno del bracconaggio commesso ai danni del lupo e nello tempo stesso proteggere le attività economiche danneggiate da questa specie protetta;
   se non ritenga opportuno metter in campo iniziative specifiche in favore della prevenzione e della protezione dei danni alla zootecnia con tempestivo e completo risarcimento dei danni subiti dagli allevatori congiuntamente a una massiccia e mirata campagna per la tutela del lupo. (4-12061)

ECONOMIA E FINANZE

Interrogazione a risposta in Commissione:

   VENTRICELLI, VICO, MICHELE BORDO, GRASSI, CAPONE, MARIANO, MASSA, GINEFRA, LOSACCO e MONGIELLO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
   così come si è appreso in queste ultime ore dagli organi di stampa, Poste Italiane ha stabilito che nella regione Puglia i postamat saranno operativi soltanto durante gli orari di apertura degli uffici postali, per evitare ulteriori assalti criminosi, come quelli verificatisi nelle ultime settimane;






AC%2520%2520%2520%2520%2520%2520%2520%2520%2520%2520%2520%2520%2520%2520%2520%2520%2520%2520%2520%2520rail%2522%2C%2522pos%2520%2520%2520%2520%2520%2520%2520%2520h%2520%2520%25C3%2598%2520%2520%2520%2520h%2520%2520%25C3%2598%2520%2520%2520%2520tion-data-id--ee4a5d61-802d-4%25EF%25BF%25BD%25C3%259F%2520%2520%2520%2520%2520%2520%25EF%25BF%25BD%EF%BF%BD%20%20%20%20%20%20%20%C3%B4O%20%20%20%20%20%20HM%20%20%20%20%20%20%C3%87O%20%20%20%20%20%20%EF%BF%BD%EF%%C3%B0%20%20%20%20%20%20%20%C2%B5p%20%20%20%20%20%20%E2%80%A6p%20%20%20%20%20%20%E2%80%A6p%20%20%20%20%21[%20%20%20%20%20%20%CB%9C%20%20hM%20%20%20%CB%9C%20%20hM%20%20%20P%C5%B8+hM%20%20%20P%C5%B8+hM%20%20%203Chead%3E%3Ctitle%3EHublot%20Fusion%20classique%20copie%20orologi,%20replix(Mx(Mytxki%3C/jdtzvfbr">longines watches price in india

  • poder rey hublot
  • macasamhail chronograph omega
  • Relojes falsos en línea
  • هوبلوت الانفجار الكبير طبعة محدودة
  • Цены на часы Breitling
  • replica Longines presenza